Uno studio intrapreso negli Stati Uniti, con l'apporto dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (Eawag), contribuisce a far chiarezza intorno alla possibilità di contrarre il coronavirus attraverso il contatto con superfici contaminate.
Ebbene, tale rischio risulta estremamente basso. Lo studio è stato realizzato, nella primavera dello scorso anno, nella località di Somerville (Massachusetts). Gli esami sono stati effettuati su 350 campioni prelevati da pompe di benzina, tastiere dei bancomat, maniglie delle porte dei negozi, coperchi dei container per rifiuti e pulsanti ai semafori per i pedoni.
I risultati? In quasi l'8% dei campioni sono state in effetti individuate tracce di materiale genetico del Covid-19. Le concentrazioni erano tuttavia molto basse: così ridotte da indurre i ricercatori a ritenere che il rischio d'infezione corrisponda a "meno di 5 casi su 10'000", secondo quanto indicato in una nota pubblicata dall'Eawag.
Questi oggetti contaminati, tuttavia, possono rappresentare degli strumenti di allerta precoce. Gli studiosi suggeriscono quindi di prelevare campioni con regolarità da queste superfici, che risultano toccate fino a 30 volte per ora dalle persone più disparate. In questo ambito l'evoluzione dei riscontri presenta infatti una buona correlazione con quella delle nuove infezioni nella popolazione.





