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Thailandia al voto tra le violenze

Nel paese si tengono elezioni legislative anticipate. Non si intravedono però soluzioni allo scontro istituzionale

  • 02.02.2014, 08:30
  • Ieri, 12:59
Il principale partito d'opposizione boicotta il voto

Il principale partito d'opposizione boicotta il voto

  • KEYSTONE

La popolazione thailandese è chiamata oggi, domenica, alle urne per elezioni legislative anticipate dopo settimane di crisi politica che hanno provocato 10 morti e centinaia di feriti.

Il risultato appare scontato: un trionfo della premier Yingluck Shinawatra. Ma l'importanza dei numeri che usciranno dallo scrutinio è relativa rispetto al timore di nuove violenze (che hanno caratterizzato anche la vigilia) e soprattutto alla consapevolezza che il voto non potrà rappresentare una soluzione per lo scontro istituzionale in atto tra due blocchi di potere.

Divisioni sociali e geografiche

La campagna elettorale è stata surreale, senza comizi da parte dei candidati e con migliaia di manifesti deturpati da vandali. In lizza ci sono 53 movimenti ma non il Partito democratico, il principale dell'opposizione, che ha optato per il boicottaggio allineandosi sempre più con la protesta di piazza che chiede di “estirpare il regime Shinawatra”. Ai loro occhi andare alle urne è inutile, perché il governo “compra” i voti delle classi meno abbienti con politiche populistiche e corrotte.

Il Puea Thai (Per i thailandesi) di Yingluck – sorella dell'ex premier Thaksin, in auto-esilio per scampare a una condanna per corruzione – otterrà quindi la grande maggioranza dei voti, grazie al consenso ancora solido in particolare nel popoloso nord-est rurale.

I manifestanti – espressione della classe medio-alta di Bangkok e del sud nazionalista – sono sempre più frustrati dopo aver visto i partiti di Thaksin trionfare in tutte le cinque elezioni dal 2001, e propongono ora la creazione di un “Consiglio del popolo” non eletto che approvi non meglio specificate riforme.

La magistratura potrebbe dire la sua

La vittoria del Puea Thai rischia comunque di essere effimera. Data l'assenza di candidati in 28 collegi, la legislatura non potrà nascere per mancanza del necessario quorum. Per colmare il vuoto di potere potrebbero essere necessarie elezioni suppletive.

Diversi analisti intravedono inoltre un successivo intervento della magistratura, considerata favorevole alla protesta come ampia parte dell'establishment tradizionale, che potrebbe portare ad un futuro annullamento del voto con qualche cavillo. Due casi giudiziari contro la premier e 250 suoi parlamentari sono già avviati, e le relative sentenze sono attese nelle prossime settimane.

Ansa/cos

Chi succederà a re Bhumibol?

Sullo sfondo del voto odierno c'è una lotta di posizionamento in vista dell'inevitabile successione a re Bhumibol (86 anni e sempre più debole), il cui lunghissimo regno (è sul trono dal 1946) e la sincera venerazione di cui gode da parte di molti sudditi hanno tradizionalmente fatto da paravento per un sistema di potere a beneficio delle forze armate e di una ristretta élite vicina al Palazzo. L'ambizioso e controverso Thaksin, un magnate emerso al di fuori di questa cerchia, è da essa percepito come una minaccia; le elezioni diranno quanti thailandesi sono ancora con lui.

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