Il Governo giapponese ha approvato una revisione costituzionale, in base alla quale le forze armate nipponiche potranno difendere gli alleati sotto attacco militare, anche se il paese non lo sarà. Tutto ciò, all'insegna del principio di "autodifesa collettiva".
Si tratta di uno sviluppo di portata storica per il paese del Sol Levante. Infatti il "pacifismo costituzionale" - introdotto nella carta fondamentale dopo la sconfitta subita nella Seconda guerra mondiale - è stato finora sempre uno dei tratti caratterizzanti della politica di Tokyo.
La svolta è da ricondurre alla linea del premier Shinzo Abe, che ha spinto per un ruolo "proattivo" del Giappone in funzione della sicurezza nell'area del Pacifico.
Un approccio, tuttavia, contestato dagli ambienti che temono successive derive con un'espansione dell'uso della forza senza chiari limiti. La memoria del militarismo giapponese, e delle sue tragiche conseguenze storiche, è in questo senso sempre molto vivida.
ARi/ATS
RG 12.30 del 01.07.14 - La corrispondenza di Stefano Carrer
RSI Info 01.07.2014, 14:26
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