I piloti dell’Airbus della Japan Airlines coinvolto nell’incidente di martedì all’aeroporto di Haneda a Tokyo hanno affermato di non aver visto il Bombardier Dash-8 della guardia costiera, da loro investito sulla pista al momento dell’atterraggio. “Hanno riferito di non aver avuto alcun contatto visivo”, ha spiegato giovedì un portavoce della compagnia, ma solo “sentito l’impatto quando le ruote erano sul punto di toccare il suolo”.
Nel momento in cui il volo 516 proveniente dall’isola di Hokkaido arrivava nella capitale - le 17.47 locali - era già calata la notte. L’apparecchio più piccolo si stava preparando al decollo. Stando alle registrazioni dei dialoghi con la torre di controllo, diffuse mercoledì, non aveva però ricevuto l’autorizzazione a immettersi sulla pista. L’inchiesta sulla dinamica dell’accaduto è comunque ancora agli inizi.
Lo scontro ha fatto scoppiare un incendio a bordo di entrambi i velivoli. Sul Bombardier sono morti in cinque, solo il comandante si è salvato, riportando gravi ferite. L’A350-900 ha proseguito la sua corsa per alcune centinaia di metri, prima di immobilizzarsi. I piloti non si erano accorti subito nemmeno delle fiamme, sono stati avvertiti dal personale di cabina. È scattata l’evacuazione, che ha permesso di mettere in salvo le 379 persone a bordo. Alle 18.08 sul velivolo - quasi completamente distrutto dal rogo - non c’era più nessuno.

Giappone, tragedia sfiorata a Tokyo
Telegiornale 02.01.2024, 20:00