Il Giappone ha promulgato venerdì una legge per la protezione dei segreti di Stato giudicata da molti antidemocratica. Migliaia di manifestanti si sono radunati già da giovedì sera davanti alla sede del Parlamento sventolando cartelli che accusano il premier Shinzo Abe di voler far tornare il paese in una situazione di aspra censura come quella vissuta prima e durante la Seconda guerra mondiale.
Il testo allarga molto la possibilità di classificare come segreta ogni informazione legata alla difesa, alla diplomazia, al controspionaggio e alla lotta al terrorismo. Le sanzioni per i responsabili di un’eventuale fuga di notizie arriveranno fino a 10 anni di reclusione e a 5 per i giornalisti che useranno metodi “particolarmente inappropriati” per ottenere queste informazioni.
Per i dimostranti e gli oppositori, la legge è solo un mezzo che verrà utilizzato dai burocrati per coprire le loro malefatte e imbavagliare i media.
“Questa legge è importante per le relazioni con i nostri alleati”, ha detto Yoichi Suga, capo segretario del Gabinetto , “penso che la gente un giorno lo capirà”.
afp/reuters/ZZ
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