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Trump, la Bibbia e il vangelo del mondo MAGA

A margine della lettura pubblica delle sacre scritture del presidente USA, in un Paese dove fede e politica si sovrappongono

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Per l'esperto quella di Trump è una  "teologia delle calamite sul frigo"
03:00

USA: Trump e la Bibbia

Telegiornale 22.04.2026, 20:00

  • Keystone
Di: Massimiliano Herber, corrispondente RSI negli Stati Uniti

Dapprima la retorica biblica del Segretario alla Difesa Pete Hegseth per raccontare le operazioni militari in Iran, poi gli attacchi del presidente statunitense a Papa Leone per ribadire quanto sia “giusta” la guerra. Infine, Donald Trump alla maratona pubblica di America Reads the Bible. In pochi giorni tutto un repertorio di occasioni per ritrovare un filo rosso che va oltre al tradizionale legame tra politica statunitense e la religione: il mondo di Donald Trump tiene insieme fede e potere, MAGA e nazionalismo cristiano; non più solo sfumature, ma una lingua comune.

Il presidente Trump ad America Reads the Bible

Il presidente Trump ad America Reads the Bible

  • RSI

Un fenomeno che continua a sorprendere chi studia il comportamento religioso degli americani e il suo legame con la politica e la cultura. “Quella di Trump - dice apparentemente scherzando Robert P. Jones del PRRI - è quella che chiamo ‘teologia delle calamite sul frigo’: si prendono parole che sembrano religiose, le si sposta un po’ a caso e poi si decide cosa resta attaccato”. Pare una boutade e Jones presidente e fondatore del Public Religion Research Institute di Washington contestualizza subito: “Il movimento MAGA - ‘Make America Great Again’ - ha sempre avuto come base un elettorato conservatore, bianco, evangelico e protestante. Non si tratta genericamente di cristiani, ma di un segmento molto specifico e centrale”.

Robert Jones, Public Religion Research Institute

Robert Jones, Public Religion Research Institute

  • RSI

Undici anni dopo la prima candidatura presidenziale dell’ex immobiliarista newyorkese, Donald Trump è sempre percepito vicino a questo mondo conservatore: “Trump è ancora visto come uno strumento di Dio. Non un uomo devoto, forse nemmeno cristiano, ma usato da Dio per promuovere, in un certo senso, l’agenda, gli interessi dei cristiani bianchi conservatori”. Nell’Amministrazione Trump l’attenzione a questa fetta dell’elettorato è evidente. “Accanto a quella del presidente, spiega Jones, vediamo altre due declinazioni del cristianesimo bianco americano, incarnate da Pete Hegseth e JD Vance. Quella del Segretario alla difesa viene definita ‘dominionismo’, nazionalismo cristiano, con l’idea che gli Stati Uniti debbano essere trasformati in base alle leggi bibliche, da qui il ricorso a un immaginario da crociate. Poi c’è il cattolicesimo conservatore del vicepresidente, che non esita a contrastare il Papa come abbiamo visto negli scorsi giorni”.

L’appartenenza religiosa nei due partiti USA

L’appartenenza religiosa nei due partiti USA

  • PRRRI

Quello a cui si assiste nella politica e nella società USA è un processo iniziato negli Anni Sessanta. Non privo di contraddizioni. “Per esempio, incalza Jones, il Partito Repubblicano è quasi al 70% bianco e cristiano. Ma il Paese lo è solo al 40%… e la percentuale di cristiani bianchi tra i Democratici non raggiunge il 25%”. Anche negli Stati Uniti si è visto un progressivo aumento delle persone che non dichiarano nessuna confessione o appartenenza religiosa: oggi sono il 28%, vent’anni fa erano il 16. Un calo che fa da contraltare al successo di un movimento come quello MAGA. “Con il declino dei cristiani bianchi, spiega Jones, si è diffusa una mentalità allarmista, un ripiegamento difensivo, che, di fatto, ha alimentato il movimento MAGA: a difesa di un’identità perduta”. D’altronde, aggiunge, “dello slogan di Trump, Make America Great Again: la parola più forte tra quelle quattro è l’ultima, ‘again’», giusto? È proprio questo richiamo al passato, a questa nostalgia”.

L’edizione delle sacre scritture in versione MAGA

L’edizione delle sacre scritture in versione MAGA

  • Lee Greenwood

Un’ultima domanda sugli effetti della querelle con Papa Leone XIV. Ci sarà un impatto elettorale alle Midterm o il sistema a due partiti americani lo attutirà? “Se Trump perdesse 10 punti tra gli evangelici bianchi, conclude Jones, probabilmente non danneggerebbe più di tanto i candidati repubblicani, perché si trovano in circoscrizioni rurali tradizionalmente conservatrici che vinceranno comunque. Ma se ne perdesse 10 punti tra gli elettori cattolici bianchi… beh, qui si parla di Stati come Michigan, Pennsylvania, Wisconsin... Infatti, 12 dei 16 Stati in cui si svolgono elezioni di Midterm competitive i cattolici sono almeno il 20% della popolazione. Quindi, 10 punti in meno tra i cattolici, per molti repubblicani sarebbe ‘game over’ nelle elezioni di medio termine”.

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