Dall’inizio della guerra in Iran, con la chiusura dello spazio aereo del Paese, il numero di aerei che sorvola l’Afghanistan è nettamente aumentato. Ogni settimana si contano circa 2’000 sorvoli, quasi cinque volte più rispetto a un anno fa.
Per ogni volo i talebani riscuotono una tassa di 700 dollari, che frutta entrate stimate attorno a 1,4 milioni di dollari alla settimana, pari a poco più di 70 milioni in un anno. Una somma considerevole per un Paese che non fa praticamente nulla per la sicurezza aerea.
Le stime sugli incassi dei talebani (SRF 4 News, 14.04.2026)
Le compagnie aeree non hanno praticamente alternative al sorvolo dell’Afghanistan, anche se il Paese è stato a lungo considerato pericoloso.
Il corridoio aereo tra l’Europa e l’Asia si è infatti notevolmente ristretto: a nord lo spazio aereo è limitato dalla guerra in Ucraina, a sud dai combattimenti in Medio Oriente. L’adattamento delle rotte si è quindi reso necessario. Oggi le compagnie volano sempre più spesso da un lato sopra l’Afghanistan e dall’altro sopra l’Arabia Saudita.
Tasse per la sicurezza dello spazio aereo
È normale che un Paese riscuota per il sorvolo del proprio spazio aereo. Si tratta di tasse di rotta e di tasse di atterraggio, che di norma vengono calcolate in base alla distanza percorsa e al peso dell’aereo al decollo.
In Europa la riscossione delle tasse è centralizzata dall’organizzazione Eurocontrol, che le ridistribuisce poi alle organizzazioni nazionali per la sicurezza aerea, come Skyguide in Svizzera.
Lo scorso anno Skyguide ha incassato 623 milioni di franchi da queste entrate, indispensabili per garantire il funzionamento del sistema, in particolare per la sorveglianza dello spazio aereo.
Una tariffa forfettaria dal 2017
A differenza di quanto avviene in Europa, i talebani applicano una tariffa forfettaria, fatturata per ogni aereo passeggeri, che era stata introdotta già nel 2017.
Anche in Arabia Saudita il numero di sorvoli è aumentato. Le autorità saudite applicano le tasse secondo il sistema consueto, ossia in funzione del peso dell’aereo e della distanza. In media, l’importo è di circa 800 dollari per volo.
Una tassa senza controprestazione
Che l’Afghanistan imponga tasse elevate per il sorvolo del proprio territorio è singolare, soprattutto perché il Paese non dispone di un vero sistema di controllo del traffico aereo. Nello spazio aereo afghano i piloti sono costretti a gestirsi autonomamente, scambiandosi direttamente informazioni su quota, posizione e velocità.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Quando-gli-aerei-sono-costretti-a-sorvolare-l%E2%80%99Afghanistan--3662504.html
I voli devono essere annunciati in anticipo via e-mail alle autorità afghane, che provvedono anche alla riscossione delle tasse. I sorvoli avvengono generalmente a un’altitudine vicina ai 10’000 metri, una quota considerata sufficientemente elevata per restare fuori dalla portata di lanciamissili portatili.
Voli cancellati
Le compagnie aeree non hanno dovuto soltanto adattare le rotte, ma in alcuni casi anche cancellare dei collegamenti. “I nostri voli verso Dubai e Tel Aviv sono ancora sospesi”, scrive Swiss.
Anche Tui Suisse, il principale tour operator della Svizzera, ha ridotto la propria offerta. “Al momento abbiamo annullato tutti i viaggi verso Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Giordania, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita fino al 28 aprile compreso”, fa sapere l’azienda. E aggiunge: “Constatiamo che la domanda per l’estate e l’autunno si sta attualmente spostando verso ovest: Spagna (Baleari e Canarie) e Caraibi (Repubblica Dominicana e Messico) suscitano un interesse maggiore”.
L’Afghanistan fa affari con i sorvoli
RSI Info 20.04.2026, 08:50








