Sono trascorsi 12 mesi dalla vittoria elettorale che ha consacrato Alexis Tsipras primo ministro in Grecia, scelto dagli elettori (non solo di sinistra), per mettere fine all'austerità imposta dalla "troika" dei creditori (Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea): un anno di duri scontri con i creditori internazionali, fino al drammatico braccio di ferro dello scorso luglio, conclusosi con l'accettazione di ulteriori condizioni per la concessione di un nuovo prestito alla Grecia.
Un anniversario che (per la prima volta dall'ascesa al potere) ha visto Syriza indietro nei sondaggi, rispetto al principale partito di opposizione Nuova democrazia. "Per due ragioni - ha spiegato ai microfoni della RSI Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera -. La prima è che Tsipras ha già fatto un rimpasto, col risultato di perdere il gruppo più a sinistra di Syriza e quindi quella fascia di elettori. La seconda è la nomina di un nuovo leader in Nuova Democrazia, Kyriakos Mitsotakis (47 anni). Secondo molti è l'unico che può opporsi a Tsipras (41 anni), anche da un punto di vista anagrafico".
"In ogni caso - conclude Ferrari - che prevalga l'uno o l'altro, la medicina rimane sempre la stessa (quella dell'austerità, indicata dai creditori internazionali alla Grecia n.d.r)".
RG/Red.MM/M.Ang.






