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Tutto il patrimonio culturale perso in guerra

Sono molti gli edifici storici distrutti e i musei saccheggiati in Ucraina - Ci vorranno quasi 7 miliardi per riparare i danni, prevede una stima

  • 28 July 2023, 03:50
  • 15 September 2023, 09:54
  • UCRAINA
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La Cattedrale della Trasfigurazione

La Cattedrale della Trasfigurazione

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Di:Stefano Grazioli

La guerra ha portato al danneggiamento e alla distruzione di un gran numero di beni culturali in Ucraina e nei territori occupati dalla Russia a partire dal 2014, con l’annessione della Crimea e l’inizio della guerra nel Donbass. Si tratta di musei, biblioteche, archivi, teatri, chiese, edifici storici, scuole, università, monumenti, cimiteri e altri luoghi di cultura commemorativa che sono diventati bersaglio, volontariamente e non, durante le operazioni militari. A seconda della regione e delle aree del conflitto la quantità della distruzione di questi beni culturali varia, così che le zone del sudest del paese, gli Oblast di Kharkiv e Donetsk, e quella di Kiev, interessata soprattutto nel primo mese di guerra, sono quelle più colpite. Tra le grandi città quelle più bombardate sono state nei mesi passati Mariupol e Kharkiv, mentre Odessa, dove è stata semidistrutta la Cattedrale della Trasfigurazione la scorsa settimana, è entrata nel mirino russo solo di recente.

Difficile calcolare i danni

In generale è complicato quindi quantificare la distruzione, anche perché oltre ai siti danneggiati o distrutti, anche gli oggetti o le collezioni in essi contenuti vanno calcolati come perdite e non sempre in tempo di guerra sono possibili classificazioni precise. A questo si aggiungono inoltre le perdite di patrimonio culturale immateriale, la cui entità difficilmente può essere misurata in soldoni. In ogni caso liste precise sono aggiornate sia dal Ministero della Cultura ucraino, che sino ad oggi ha calcolato oltre 550 danneggiamenti o distruzioni, e l’Unesco, che ne ha contati circa 270. Durante la sua visita a Kiev lo scorso aprile la direttrice generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite Audrey Azoulay ha affermato che ci vorranno 6,9 miliardi di dollari per riparare i danni ai beni culturali ucraini. Ma il bilancio è ovviamente provvisorio.

Obbiettivi premeditati ed effetti collaterali

Sono diversi gli esempi di distruzione mirata di beni culturali ucraini, soprattutto nella prima fase del conflitto, nei quali si è potuto riconoscere il nesso tra il danno materiale e l’intenzione di colpire l’identità culturale ucraina. Come nel caso del Museo letterario Hryhorij Skovoroda, nella regione di Kharkiv, dedicato al più famoso filosofo ucraino della prima età moderna. Oppure gli archivi della Fondazione Chernovol, contenenti la documentazione sui dissidenti ucraini durante il dominio sovietico, distrutti vicino a Bucha. Caso analogo quello di Cherniv e dell'archivio regionale dei servizi segreti Sbu, l’intelligence di Kiev dopo il 1991, con i fondi storici dell'Nkvd e del Kgb risalenti al tempo dell’Unione Sovietica. Nelle regioni occupate dalla Russia, sia quelle di Donetsk, Lugansk e Crimea, a partire dal 2014, sia quelle di Kerson e Zaporizhzhia dallo scorso anno, è stato evidente l’attacco a monumenti, teatri, letteratura o musei, simboli della cultura ucraina, con oggetti, opere o libri deliberatamente rimossi anche dalle biblioteche o dagli edifici scolastici. In altri casi è più difficile comprovare che danneggiamenti o distruzioni siano stati frutto di premeditazione piuttosto che effetti collaterali di bombardamenti, in particolare quando si è trattato di siti culturali vicini ad altri considerati dalla Russia legittimi target militari.

Musei saccheggiati

Sino ad oggi il più grave saccheggio di musei da parte della Russia è stato quello di Kherson, capitale dell’omonima regione occupate dalle forze di Mosca all’inizio del conflitto e liberata da quelle ucraine lo scorso novembre. Qui il Museo d'Arte Regionale Oleksiy Zhovkunenko, il Museo di Storia Regionale e l'Archivio di Stato, che ospitava oltre 800’000 volumi di archivi risalenti all'inizio del XVIII secolo sono stati semi-svuotati e i russi hanno trasportato tutto in Crimea, al Museo Chersoneso di Sebastopoli. Secondo le autorità ucraine sono stati rimossi più di 15’000 oggetti e stando alle stime provvisorie dell'Amministrazione degli archivi di Stato dell'Ucraina è stato rimosso fino al 50% del patrimonio archivistico dagli archivi regionali.

Bombe su Odessa

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