La Corte di giustizia dell’UE ha invalidato martedì la legge europea sulla conservazione dei dati personali, giudicata troppo invasiva.
“L’ingerenza vasta e particolarmente grave di questa direttiva nei diritti fondamentali non è sufficientemente delineata. Non può essere dunque garantito che sia limitata allo stretto necessario”, si legge in un comunicato.
La “data retention directive” obbliga le compagnie di telecomunicazione a immagazzinare e conservare le informazioni sui loro clienti per un periodo che può arrivare a 2 anni, affinché le autorità nazionali possano consultarle se lo ritengono necessario.
La Corte ha ammesso che la trasmissione di dati corrisponde a un “obiettivo di interesse generale: la lotta alla criminalità e al terrorismo”, ma ora gli Stati membri dovranno trovare una soluzione alternativa.
afp/reuters/ZZ
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RG 07.00 del 09.04.2014: Il servizio di Antonio Salimbeni
RSI Info 09.04.2014, 08:36





