Mondo

USA riuniti dalle infrastrutture

Inatteso sostegno per lo storico voto del Senato americano per rinnovare la rete di comunicazione del Paese

  • 11.08.2021, 08:24
  • 20.11.2024, 19:53
Voto storico al Senato degli Stati Uniti
00:35

Notiziario 11.00 dell'11.08.2021

RSI Info 11.08.2021, 08:24

  • keystone

I titoli in prima pagina dei giornali americani sono tutti dedicati alle dimissioni del Governatore di New York Andrew Cuomo, travolto dalle accuse di molestie sessuali, ma oltre la cronaca i media a stelle strisce per un solo evento oggi scomodano l’aggettivo “storico”: il voto bipartisan (69-30) del Senato per un pacchetto di investimenti per le infrastrutture atteso da decenni nel Paese dove lo stato delle strade è pessimo e la rete dei trasporti vetusta e datata.

L’Infrastructure Bill prevede oltre mille miliardi di dollari (1,2 trillion dollars) per rinnovare strade, ponti, ferrovie e rete internet e trasformare il futuro degli Stati Uniti. Una manovra infrastrutturale che già Trump aveva annunciato nel 2016 senza riuscire a portarla in porto, ma che è molto gradita dai senatori proprio per le sue ricadute dirette negli stati di provenienza. La necessità di rinnovo delle vie di comunicazione in stati come l’Idaho, North Dakota o la Carolina del Nord ha battuto la paura delle vendette dell’ex presidente.

Sebbene abbia dimezzato l’importo finale della manovra e rinunciato ad alcune delle misure legate alla salvaguardia ambientale, per Joe Biden si tratta di un importante successo politico. Arriva dove neppure Barack Obama era riuscito. E il risultato per il Presidente democratico è tanto più significativo poiché è il primo con un forte sostegno anche da parte dei Repubblicani. Anche 19 senatori del partito di Trump - compreso il leader della minoranza Mitch McConnell - si sono uniti ai 50 democratici a sostegno del mega investimento. "Qual è l'insegnamento che ho tratto? - ha spiegato Biden ai giornalisti - La lezione è prendersi il tempo di spiegare le cose ed essere disposti ad ascoltare: è la base della democrazia". In un’America che è ancora divisa su tutto (vaccinazione, crisi migratoria, commissione d’inchiesta sul 6 gennaio) riuscire a sedersi allo stesso tavolo e trovare un accordo, è un evento storico.

Se il voto sulle infrastrutture si può considerare un voto di fiducia per Biden, ora il presidente dovrà cercare di riconquistare il sostegno dell’ala sinistra del suo Partito che auspicava una manovra più attenta agli investimenti legati alle energie verdi e al rallentamento del surriscaldamento climatico. Le concessioni fatte ai Repubblicani per trovare un terreno d’intesa comune non sono piaciute ai più radicali tra i Democratici che ora confidano nella prossima manovra, da ben 3’500 miliardi di dollari, che l’Amministrazione vuole proporre alla Camera dei Rappresentanti e al Senato.

Il cosiddetto Reconciliation Bill dovrebbe avere un’impronta ambientale e ancor più sociale della manovra sulle infrastrutture e sarà il grande dossier su cui lavorerà il Congresso a settembre, quando finiranno le ferie estive. Due le insidie: le resistenze repubblicane per il timore di un ulteriore aumento del debito pubblico, del ruolo del Governo centrale e - forse - pure del carico fiscale e la tempistica: il tempo si fa breve visto che da novembre la politica americana inizierà a pensare alle elezioni di Mid Term, di metà mandato del 2022. Le sfide per Joe Biden sono lungi dall’essere terminate.

Massimiliano Herber

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare