"Uber è un servizio di trasporto, e spetta quindi agli stati membri regolamentarlo come tale". Lo ha stabilito mercoledì la Corte di giustizia dell'Unione europea.
Il servizio di messa in contatto con conducenti non professionisti, fornito dalla piattaforma online, di conseguenza deve essere escluso dall'applicazione della libera prestazione dei servizi, nonché dalle direttive comunitarie sui servizi e sul commercio elettronico.
La Corte ha ritenuto inoltre che questo servizio d’intermediazione deve essere considerato parte integrante di un servizio complessivo in cui l'elemento principale è un servizio di trasporto. Di conseguenza Uber non rientra nei "servizi della società dell’informazione", ma in quella di "servizio nel settore dei trasporti".
"Questa sentenza non comporterà cambiamenti nella maggior parte dei paesi dell'Ue dove già siamo presenti e in cui operiamo in base alla legge sui trasporti", ha replicato così un portavoce di Uber.
ATS/MABO





