La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha inflitto un duro colpo allo Stato islamico (IS). Il "ministro delle finanze” dell’organizzazione jihadista è infatti stato ucciso alla fine del mese di novembre in un attacco aereo in Iraq. L'annuncio è arrivato durante un briefing del Pentagono. “Insieme a lui sono morti anche due esponenti di spicco della rete finanziaria dell’IS”, ha detto il generale Steve Warren.
La conferma è arrivata anche dall’inviato speciale di Obama per la coalizione anti-IS, Brett McGurk, che su Twitter annuncia l’uccisone del 42enne Abu Saleh, iracheno, e altri due esponenti come parte della campagna della coalizione per distruggere le infrastrutture finanziarie del gruppo.
Da tempo il suo nome si trovava su una lista nera del Dipartimento del tesoro di Washington, che aveva bloccato i suoi beni negli Stati Uniti.
Barack Obama ha ribadito nei giorni scorsi la sua strategia: “Colpire i vertici della rete jihadista e smantellare la sua infrastruttura economica”. Difficile stabilire con esattezza il giro d’affari dello Stato islamico. Stando alle stime più accreditate il gruppo terrorista avrebbe guadagnato oltre 500 milioni di dollari attraverso la vendita di petrolio sul mercato nero. Una cifra analoga sarebbe stata saccheggiata dalle banche presenti nei territori sotto il controllo del sedicente califfato.
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