I blitz ucraini nell’est secessionista del paese avvenuti nelle ultime 24 ore sono costati la vita a circa 300 miliziani filorussi, mentre 500 di loro sono rimasti feriti. Gli stessi separatisti rendono noto di aver abbattuto tre elicotteri nella regione di Donetsk e di aver conquistato due basi militari a Lugansk. Kiev dal canto suo ha annunciato la morte di due soldati ed il ferimento di altri 45.
Intanto il neoeletto presidente ucraino Petro Poroshenko ha promesso l’amnistia e il decentramento regionale del potere nel suo paese.
Mentre da USA e Germania arrivano minacce di nuove sanzioni contro Mosca, il premier serbo Aleksandar Vucic ha preso posizione, dichiarando che la Serbia, a causa della storica amicizia tra i due popoli, non intende aderirvi, nonostante rispetti “la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Vladimir Putin, intervistato dalla radio francese Europe 1, ha dal canto suo “auspicato” che la crisi nell’ex stato sovietico “non sia una nuova tappa della guerra fredda”, aggiungendo che nessuna forza militare e nessun istruttore russo sono presenti nel sud-est del paese. Si è poi dichiarato pronto a parlare con Poroshenko.
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