L’opposizione ucraina è tornata nelle strade domenica malgrado il divieto emanato dalle autorità nelle ultime ore, che proibisce ogni manifestazione fino al 7 gennaio, e malgrado la violenta repressione di sabato mattina.
I dimostranti filoeuropeisti, che da giorni affollano a migliaia la Piazza dell’Indipendenza, nel centro di Kiev, chiedono la testa del presidente Viktor Ianukovich, accusato di aver voltato le spalle all’UE (non firmando un accordo di associazione) e di essere a capo di un regime.
Ianukovich a Mosca
Ianukovich, messo sotto forte pressione dalla diplomazia internazionale, ha condannato le violenze della polizia, affermando che farà tutto il possibile per avvicinare l’Ucraina all’Unione Europea.
La sua agenda, come si è appreso domenica, prevede però una visita a Mosca che seguirà quella già in programma in Cina per la prossima settimana. Il Cremlino, che non ha ancora confermato l’incontro, è ritenuto all’origine della mancata firma dell’accordo con l’UE.
Occupato il Municipio
Alcuni attivisti del partito nazionalista Svoboda hanno occupato la sede municipale di Kiev. Lo ha comunicato nel pomeriggio di domenica il loro leader Oleg Tiagnibok durante una manifestazione di protesta, minacciando di trasferire il quartier generale.
AFP/Ansa-cos/Da.Pa.
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RG 12.30 - La corrispondenza
RSI Info 01.12.2013, 13:56
RG 18.30, la corrispondenza di Stefano Grazioli
RSI Info 01.12.2013, 19:13
La protesta di una giovane attivista
Una giovane attivista del gruppo femminista Femen ha protestato domenica a seno nudo all'interno del monastero medievale di Pecherska Lavra, uno dei simboli di Kiev, chiedendo la destituzione di Viktor Ianukovich. “Morte alla dittatura” la scritta sul suo corpo. Altre militanti hanno invece manifestato davanti all’ambasciata ucraina a Parigi, urinando su una foto del contestato presidente.
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