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Umberto Bossi, l’uomo della rottura

Il “senatur”, storico leader della Lega morto giovedì a 84, ha intercettato la crisi della Prima Repubblica, su cui ha costruito “un tipo di politica completamente nuovo”

  • Un'ora fa
Umberto Bossi
03:52

Radiogiornale 12.30 del 20.03.2026 - Il servizio di Sofia Stroppini

RSI Info 20.03.2026, 16:47

  • Keystone (foto d'archivio)
Di: Radiogiornale - Sofia Stroppini/M.Mar. 

Umberto Bossi, fondatore e leader storico della Lega, deceduto giovedì all’età di 84 anni, è stato un personaggio dirompente per la politica italiana. Si è contraddistinto per le sue idee federaliste e le provocazioni separatiste, che hanno stravolto un sistema partitico e partitocratico che durava da decenni. Marco Valbuzzi, professore di scienze politico presso l’Università Federico II di Napoli, intervistato dal Radiogiornale, ha parlato della personalità del politico italiano.

Colui che predisse la crisi del sistema politico italiano

La leadership di Umberto Bossi è stata “l’avvio di una stagione nuova per l’intero sistema politico italiano”, spiega il professore, sottolineando che “è stato, forse, il primo interprete della crisi politica della cosiddetta ‘Prima Repubblica’ italiana”. Bossi ha preveduto la crisi, il crollo di quello che, fino ad allora, era ritenuto un sistema stabile e intaccabile. Il politico ha inoltre “contribuito a quella caduta e su quella caduta ha costruito un tipo di politica completamente nuovo. Un partito diverso rispetto a quelli del passato, ma con alcuni elementi che riportavano alle organizzazioni precedenti”. Anche il linguaggio e il tipo di comunicazione con cui si presentava erano diversi e lo hanno proiettato nel nuovo millennio, disancorandolo dai leader di partito tradizionali del Novecento.

“Roma ladrona”, un messaggio di rottura che non esiste più

Il grido di battaglia della Lega della prima ora era “Roma ladrona”, con cui il gruppo rivendicava più risorse per le regioni che producevano di più e meno centralismo. Strategia, questa, che ha rappresentato un’importante battaglia comunicativa. “Si è partiti con un messaggio di rottura vero e di indipendenza”, chiarisce Valbuzzi, chiarendone poi le diverse declinazioni, “poi è sfumato in una sorta di federalismo, che poi di nuovo invece è sfumato in una sorta di regionalismo”. L’ultimo passaggio? Una sorta di autonomia differenziata. Negli anni il messaggio separatista della Lega, così come l’aveva pensata Umberto Bossi, si è quindi addolcito.

Certamente però, il messaggio di Bossi è stato importante dal punto di vista mediatico, perché “ha posto al centro della discussione pubblica il tema dei rapporti tra governo centrale e periferie”. Nonostante ciò, dal punto di vista delle politiche la situazione è più amara, perché “sul piano della regionalizzazione, o del federalismo e dell’indipendenza della Padania rispetto al resto dell’Italia, il bilancio resta negativo”. Nei governi in cui la Lega di Bossi ha preso parte sono state implementate, infatti, alcune politica, ma il resto è “rimasto tutto praticamente inattuato”.

Del federalismo, appunto, si parla ormai poco e il radicamento nel nord del Paese non è più un tratto distintivo. La Lega, infatti, è diventato un partito nazionale, il quale viene votato anche a Sud. Della Lega di Umberto Bossi rimane, quindi, molto poco, in quanto “Matteo Salvini ha portato la Lega in altre direzioni”, però “esiste ancora un nucleo piuttosto forte dentro la Lega, connesso al messaggio originario di Umberto Bossi”. Del politico si può anche ritrovare una rottura nei linguaggi, che ha avuto eredi come Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Di Bossi, quindi, resta di più il “successo mediatico di stili, di tratti comunicativi che non una vittoria in termini organizzativi”.

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È morto Umberto Bossi, il collegamento da Gemonio

Telegiornale 20.03.2026, 12:30

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