Le donne che sono scese, oggi, sabato, per le vie di Washington a protestare contro il nuovo presidente degli Stati Uniti erano quasi mezzo milione, secondo quanto riporta la stampa a stelle e strisce: una cifra ben superiore alle previsioni, che parlavano di 200'000 persone attese.
"La marcia delle donne" ha avuto, stando a questi numeri, una partecipazione maggiore rispetto al giorno dell’inaugurazione del 45° inquilino della Casa Bianca, avvenuta venerdì: "Noi marciamo oggi per l’ossatura morale di questa nazione, alla quale il nostro nuovo presidente sta dichiarando guerra", ha detto l’attrice America Ferrera, rivolgendosi alla folla presente nella capitale. "La nostra dignità, la nostra reputazione, i nostri diritti – ha proseguito – sono tutti sotto attacco e un programma politico fatto di odio e divisioni ha preso il potere ieri. Ma il presidente non è l’America, noi siamo l’America e qui resteremo".
Tra le sostenitrici della lunga marcia, che è stata deviata a causa dell’elevato numero di adesioni, c’era anche Hillary Clinton. La candidata democratica, uscita sconfitta dallo scontro con Donald Trump, ha ringraziato via Twitter chi ha sostenuto l’iniziativa "partecipando, parlando e marciando per i nostri valori".
A sostegno del corteo intorno al palazzo presidenziale, si sono svolte molte altre manifestazioni nelle principali città degli Stati Uniti, così come nel resto del mondo: gli organizzatori hanno calcolato che, grazie alle 600 proteste "satelliti", siano in totale 3 milioni le persone scese in strada a marciare.
AP/mamo
Dal TG20:
RG 18.30 del 21.1.2017 Il commento in diretta di Emiliano Bos
RSI Info 21.01.2017, 22:13
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