È una struttura di acciaio che ricorda una gabbia, ma che, in realtà, sta aiutando i cavallucci marini a ripristinare il loro habitat e ad aumentarne la popolazione. È il loro nuovo hotel, un’iniziativa che l’Università di Sidney ha lanciato a maggio e che sta dando i suoi frutti.
“I cavallucci marini sono diminuiti in modo preoccupante”, sottolinea David Harasti, biologo marino australiano che partecipa al progetto, “ma la cosa positiva è che, quando si riproducono, non nascono 5-10 esemplari, ma fino a 200. Il problema sono tutti gli altri pesci che, visto che sono piccolini, li scambiano per gustosi snack e li mangiano molto facilmente”.
Anche la nautica è un problema, come lo sono pure i bracconieri, che, solo per la medicina cinese, ne catturano 30milioni l’anno.
L’hotel, però, oltre ad attirare spugne, alghe e altri organismi marini che si incrostano al metallo, fornisce ai cavallucci anche un riparo. E così, per la sopravvivenza questa specie monogama, simbolo di fedeltà, c’è ancora speranza.





