Gli Appalachi sono una delle regioni più povere degli USA. Ma non mancano alberi né zone rurali. L’ambiente perfetto per le api: indispensabili per l’impollinazione e gli interventi di riforestazione. Ma utili anche per il rilancio – su scala locale - di uno Stato economicamente depresso come la West Virginia.
Reddito minimo
Quasi il 20% della popolazione da queste parti vive sotto il reddito minimo.
Come la signora
Carie Ortman, che ha acquistato a prezzo scontato un piccolo terreno agricolo con una vecchia casa bruciata anni prima. Ha vissuto per 8 mesi in una tenda col marito. Tuttora non ha acqua corrente.
Un’intervista atipica: registratore e microfono non disturbano le api, ma occorre muoversi lentamente. E ovviamente usare le protezioni
A causa di un handicap, non può avere un lavoro. Fatica ad arrivare a fine. Pagare le bollette e le spese è quasi impossibile. Vuole comunque provare a ristrutturarla ed avviare una piccola fattoria. Ma i soldi per ora non le bastano.
La svolta
Un anno fa si è iscritta ai corsi di apicoltura promossi dall’associazione “Appalachian Headwaters”, nata grazie all’indennizzo milionario vinto da un avvocato in una causa contro una società di estrazione del carbone in questa zona.
Indispensabili: le api sono fondamentali per l’ambiente. Il loro lavoro di impollinazione è necessario per il 76% del cibo che consumiamo
I proventi sono stati reinvestiti in progetti ambientali e sociali, come spiega la direttrice Kate Asquit: “
L’industria del carbone era parte dell’economia qui in West Virginia. Negli anni è crollata, per diverse ragioni. Per molti era la sola fonte di guadagno. Ha devastato la regione creando ulteriore povertà. Noi stiamo cercando di diversificare l’economia locale, l’apicultura è una parte di questo.
A lezione di api
L’associazione ha avviato progetti per la riforestazione. E poi, due anni fa, l’idea di promuovere corsi di formazione per avviare attività di apicoltura. Carie è stata una delle prime a iscriversi, nel 2018.
Polline e povertà: la signora Carie Ortman vive col marito in West Virginia. Grazie a un’associazione, ha ricevuto arnie e api. Con la vendita del miele avrà un reddito aggiuntivo
Ha ricevuto tutto il materiale gratuitamente: api, strumenti, arnie. E soprattutto la formazione e l’assistenza continua garantita da questa associazione.
Signora in rosso
Carie non sa ancora quanto miele produrrà. Ma dopo aver lavorato per un intero anno con le sue arnie, entro qualche mese i risultati saranno concreti. E dolci. Anche perché l’associazione assicura l’acquisto del miele attraverso una cooperativa. Nocciolina – il cane della signora – scodinzola intorno alle arnie.
La signora in rosso: Carie colora di rosso l’ape regina, così sarà riconoscibile. Dopo un anno di lavoro, nei prossimi mesi questa apicoltrice avrà il suo primo raccolto di miele
Carie ha appena colorato di rosso l’ape regina, così potrà riconoscerla. “Ci vuole costanza, pazienza e soprattutto non si finisce mai di imparare con le api”, dice Carie soddisfatta chiudendo una delle sue 7 arnie.
Una regina rossa: dopo essere stata colorata l'ape regina è riconoscibile
All’interno vive una società perfettamente organizzata. Api e larve si muovono in un modo così preciso tra le celle di cera. E nessuno resta escluso da questo comunità. A differenza di quanto accade qui in West Virginia. Dove Carie – e moltissimi come lei – vivono ai margini.
Dolce sollievo
Al termine di un’intervista condotta con l’apposito velo protettivo si dice soddisfatta. A breve inizierà a vendere il miele. E con quei soldi, assicura, potrà non solo pagare le bollette. Ma anche espandere la sua attività. Se le api lavoreranno bene, è pronta a iniziare a produrre anche oggetti di cera.
Non ha certezza di uscire dalla povertà. Ma speranza, davvero tanta.
Emiliano Bos





