Gli Stati Uniti contro la Corte penale internazionale. Il tribunale è finito nel mirino dell'amministrazione statunitense perché avrebbe intenzione di indagare sul ruolo delle forze USA in Afghanistan. A farne le spese, l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Organizzazione che lunedì era stata informata dalla Casa Bianca che la sua sede a Washington sarebbe stata chiusa con effetto immediato.
Il consigliere alla Sicurezza nazionale USA John Bolton ha accusato la Corte, incaricata di valutare soprattutto i crimini di guerra e contro l’umanità, di essere "inefficace, irresponsabile e decisamente pericolosa".
Notiziario 06.00 dell'11.09.2018
RSI Info 11.09.2018, 10:08
Contenuto audio
Se "la Corte dovesse intraprendere azioni contro gli Stati Uniti, Israele o altri alleati di Washington, non resteremo passivi”: ha affermato Bolton che ha promesso, in quei casi, misure di ritorsione e sanzioni contro la Corte e il personale della stessa. Tra queste, il consigliere di Trump ha evocato il "divieto d’ingresso dei giudici della CPI negli Stati Uniti e sanzioni che saranno intraprese a tutti i livelli contro gli stessi”. Bolton ha precisato che gli USA non "saranno mai membri della CPI, non la sosterranno, non forniranno aiuti di alcun tipo e considerano l’ente con sede all’Aja già defunto”.
ATS/AFP/Swing




