Uno dei bisogni universali, comune a tutte le specie animali, è la necessità di riprodursi. E per farlo, nella maggior parte dei casi, è necessario trovare una compagna o un compagno. I maschi di alcuni animali, come gorilla e cervi, puntano sulla forza per impressionare le femmine e per lanciare un messaggio agli altri pretendenti.
In altre specie si mette l’accento sull’eleganza, sui colori, sull’aspetto. Forme e colori vividi e brillanti che, oltre ad essere sinonimo di bellezza, indicano che l’animale è in buona salute, privo di parassiti, quindi di ottima qualità.
Una bellezza animale che da sempre suscita meraviglia e che è stata al centro di una puntata di Millevoci, in cui Claudia Demircan ha intervistato Veronica Maglieri, etologa e divulgatrice scientifica.
Bellezza e senso estetico nel regno animale
Millevoci 21.05.2026, 10:05
Contenuto audio
Le forme, i colori e i comportamenti degli animali non sono solo manifestazioni estetiche, ma vere e proprie strategie modellate da milioni di anni di evoluzione. Uno degli esempi di bellezza per antonomasia è quello del pavone.
“Tutti conosciamo la coda del pavone”, afferma Veronica Maglieri. “Siamo abituati a vedere questo animale fin da piccoli, ma in realtà ha dato del filo da torcere niente meno che a Darwin, il padre della teoria della selezione naturale”. Per Darwin la coda del pavone maschio era un’ossessione dal punto di vista evolutivo, perché, prosegue Maglieri “è molto grande, vistosa, appariscente. E se pensiamo che l’habitat naturale del pavone sono le foreste asiatiche, la coda potrebbe essere un handicap perché rende il maschio più visibile ai predatori, è meno agile e non può nascondersi. Eppure, se è presente vuol dire che a qualcosa deve servire”.
In effetti nel pavone maschio la coda è un cosiddetto carattere sessuale secondario, cioè un tratto che interviene nella riproduzione. In particolare, un maschio che può portare una coda di questo tipo e che sfoggia dei colori vividi, indica alle femmine di essere in salute, di possedere un buon DNA e di essere in grado di garantire un’ottima discendenza.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/Corteggiamenti-bestiali--2591679.html
I casi di bellezza animale, che noi riteniamo tali e che sono pure utili in termini evolutivi per gli animali, sono molti: spaziano dalle farfalle, agli uccelli del paradiso, agli uccelli giardinieri. Tuttavia, come nelle farfalle monarca, non sempre la bellezza che vediamo noi è la medesima per gli animali.
“Facciamo una differenza tra quello che ai nostri occhi è bello e armonico e quello che poi invece serve anche a un animale”, ricorda Veronica Maglieri. “Ad esempio, nelle farfalle monarca non c’è differenza di colorazione tra maschi e femmine. Quindi la scelta del partner potrebbe non avvenire sulla base del colore delle ali, dell’armonia e della simmetria che noi vediamo. Però questo non vuol dire che non siano belle. Poi c’è anche da dire che gli insetti hanno una struttura degli occhi che è diversa dalla nostra; infatti, hanno occhi composti che gli permettono di vedere molte più bande della luce. Noi vediamo solo nella luce visibile. Loro hanno accesso anche agli ultravioletti e in una certa maniera agli infrarossi, ma cambia proprio il loro modo di vedere, perché grazie agli occhi composti sono in grado di vedere anche la luce polarizzata. Quindi quello che noi vediamo è molto diverso da quello che loro vedono”.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/A-cosa-servono-i-colori-in-natura--3036635.html
Quel che per noi è bello, per gli animali ha una funzione ben precisa: indica buona salute, assenza di parassiti, ma può anche essere un avvertimento per i predatori. Il nostro concetto di bellezza passa anche dalle simmetrie, che in natura troviamo in diverse specie: nelle stelle marine, nelle stesse farfalle, oppure nei molluschi del genere Nautilus, il cui guscio a spirale segue la successione di Fibonacci:
“Il caso del Nautilus - conferma Veronica Maglieri - è incredibile perché la sua spirale è pressoché perfetta rispetto alla serie di Fibonacci e, al di là di questa enorme bellezza nella conchiglia, è proprio un animale emblematico nella biologia, nell’evoluzione, nella paleontologia, perché è un cosiddetto fossile vivente. Addirittura, pensate che noi avevamo tracce di questo animale solo nei fossili del Paleozoico, quindi molti milioni di anni prima dei dinosauri. Ma nel 1829 è stato visto per la prima volta in vita e quindi da lì abbiamo capito che non si era estinto”.

Sezione della conchiglia del Nautilus, la cui struttura interna segue la sequenza matematica di Fibonacci
Una spirale non solo armoniosa, ma fondamentale per la sopravvivenza del Nautilus visto che permette all’animale di regolare la sua galleggiabilità. Anche in questo caso quindi, la bellezza non è fine a sé stessa, ma è un capolavoro di ingegneria naturale, grazie al quale questo mollusco può regolare i suoi spostamenti tenendo conto della profondità e della pressione.
La bellezza nel mondo animale abbraccia dunque vari aspetti: forme, colori, simmetrie e molto altro. L’importante è saperla cogliere e apprezzare, perché la conservazione delle forme di vita che ci circondano passa anche da qui.











