Natura e Animali

Lucciole: la loro luce risale ai dinosauri

Un fossile di 99 milioni di anni fa rivela che questi insetti usavano già la bioluminescenza per attirare partner e avvertire predatori

  • Un'ora fa
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Di: Il giardino di Albert / Christian Bernasconi 

Con il ritorno del caldo e della bella stagione si torna a parlare di insetti, come api, sirfidi e molte altre specie, mettendo l’accento sulle problematiche riguardanti la vita di questi animali, spesso influenzata dalle attività umane. Tra le varie specie “di stagione” figurano anche le lucciole che, con il loro bagliore notturno, sono gli insetti bioluminescenti per antonomasia. 

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Api selvatiche, preziose e minacciate

Prima Ora 22.05.2026, 18:00

Sebbene siano note a tutti grazie alla loro luce, ci sono ancora molte zone d’ombra riguardanti questi insetti. Finora sono state descritte circa 2’600 specie di lucciole in tutto il mondo, di cui solo 150 sono state studiate a sufficienza per conoscerne lo stato di conservazione. La loro storia evolutiva, in particolare, è rimasta avvolta nel mistero a causa della rarità dei fossili appartenenti a questi animali.

Ma ora, una nuova ricerca getta una luce inaspettata su questo enigma, confermando che le lucciole popolavano già le foreste del Cretaceo, illuminando le notti accanto ai dinosauri. Un gruppo di ricerca cinese ha fatto una scoperta straordinaria: un fossile perfettamente conservato nell’ambra birmana, un tipo di resina fossile che si trova generalmente nel Myanmar.

Analizzando il prezioso reperto, risalente a circa 99 milioni di anni fa, i ricercatori sono riusciti a identificarlo e ad attribuirlo ad un nuovo genere e una nuova specie, battezzandolo Cretoluciola birmana. Inoltre, non solo hanno dimostrato che il tipico bagliore di questi insetti illuminava le notti già nell’era dei dinosauri, ma hanno pure rivelato nuovi elementi legati all’evoluzione delle lucciole.

Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, si può leggere che l’insetto fossile è caratterizzato da occhi grandi, da antenne filiformi, e nei maschi, da un organo luminoso bipartito. Grazie a un’analisi comparativa dettagliata, che ha incluso oltre 400 caratteristiche morfologiche e dati genetici di lucciole viventi, gli scienziati hanno potuto collocare Cretoluciola nella sottofamiglia delle Luciolinae, un gruppo noto per la capacità di produrre bioluminescenza usando l’addome.

La scoperta è di quelle importanti perché Cretoluciola birmana rappresenta il primo fossile appartenente al Cretaceo di una lucciola Luciolinae. In passato altri fossili erano stati attribuiti a questa sottofamiglia, ma in maniera incerta. In questo caso, autori e autrici dello studio non hanno alcun dubbio.

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Grazie a questo lavoro, i biologi ritengono che l’evoluzione delle lucciole moderne, con i loro caratteristici segnali luminosi, sia iniziata almeno 99 milioni di anni fa. Il fatto che l’organo luminoso osservato nel fossile sia così simile a quello delle specie attuali indica che il sistema di segnalazione bioluminescente è rimasto stabile per milioni di anni, e probabilmente era impiegato già allora per attirare i partner e per avvertire i predatori. I primi esemplari di lucciole illuminavano quindi le notti proprio come fanno oggi, già ai tempi dei dinosauri. 

La ricerca rivela che i fossili di lucciole del Cretaceo, compreso quello esaminato, presentano occhi e organi luminosi ben sviluppati, indicando che le prime lucciole erano probabilmente notturne. Le specie diurne con bioluminescenza debole si sarebbero evolute in seguito. Confrontando questi reperti con altri fossili, lo studio suggerisce una diversità di lucciole nelle foreste del Cretaceo più importante di quanto ipotizzato finora, favorita dal clima caldo e umido e dalla ricca vegetazione dell’epoca

Uno studio che aggiunge nuovi elementi per capire l’evoluzione di questi affascinanti animali. Conoscere meglio le lucciole, iniziando dalla loro storia, può essere un primo passo per una loro migliore salvaguardia.

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