Da qui al 2050 la Svizzera cambierà il modo di produrre energia elettrica. Le centrali nucleari, salvo imprevisti, si spegneranno, e le rinnovabili diventeranno sempre più presenti, a discapito dei combustibili fossili. Realizzare questo programma nella pratica è però un problema molto complesso, sia dal punto di vista tecnico sia da quello politico. Le decisioni devono essere accurate e lungimiranti, perché il margine d’errore, sia in ambito economico sia ingegneristico, è molto ridotto. È una questione che riguarda tutti ed è per questo che è importante esserne coinvolti e informati. Negli ultimi anni sono state lanciate diverse iniziative da parte dei ricercatori per offrire alla popolazione uno sguardo sullo scenario energetico dei prossimi anni. Tra queste c’è anche un videogioco, Ensured Energy, sviluppato da SURE (Sustainable and resilient energy for Switzerland, energia sostenibile e resiliente per la Svizzera), un consorzio interdisciplinare di ricerca che studia la transizione della Svizzera verso una produzione energetica sostenibile entro il 2050.
- Per accedere: sweet-sure.ch/game
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La struttura del gioco è piuttosto immediata: il giocatore gestisce l’approvvigionamento energetico svizzero da qui al 2050. Di fronte a una domanda da soddisfare, l’improvvisato «responsabile della rete energetica» deve decidere cosa fare delle centrali a gas, se costruire impianti fotovoltaici o quanto investire nell’idroelettrico. Lo scenario comprende anche imprevisti e difficoltà reali, come compensare lo spegnimento delle centrali nucleari attorno al 2030. Nel corso dell’esperienza, il giocatore deve tenere costantemente sott’occhio il budget annuo, la domanda energetica e le emissioni totali di anidride carbonica, scoprendo che non è semplice ottimizzarli tutti contemporaneamente. Quando si arriva al 2050, dopo un tempo di gioco di circa 15-20 minuti, Ensured Energy termina e al giocatore viene assegnato un punteggio in base al proprio operato.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Nel-2050-in-Svizzera-l%E2%80%99energia-potrebbe-non-bastare-pi%C3%B9--3416826.html
Un modello scientificamente accurato
Per mettere a punto Ensured Energy nel modo più accurato possibile, gli sviluppatori si sono basati sul bilancio energetico svizzero e sui dati dell’Ufficio federale dell’energia e dell’Ufficio federale dell’ambiente. Con serie temporali di dati di oltre trent’anni hanno potuto calibrare in modo plausibile i parametri di produzione e di efficienza delle principali tecnologie disponibili per la generazione di energia. «Le meccaniche di gioco permettono anche a persone non esperte di prendere decisioni sulla transizione energetica confrontandosi con compromessi ispirati al mondo reale» commenta Michael Multerer, professore presso la Facoltà di scienze informatiche dell’Università della Svizzera italiana (USI) e membro della squadra che ha ideato il videogioco.
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Non si tratta solo di trasmettere un messaggio, ma anche di raccogliere dati per indagini scientifiche e sociologiche. Le scelte dei giocatori sono raccolte in forma anonima e analizzate dai ricercatori per sondare l’opinione della popolazione sul tema energetico. Michael Multerer spiega che «Ensured Energy è stato inoltre utilizzato come un laboratorio comportamentale su larga scala, integrato in un’ampia indagine svizzera randomizzata. Le decisioni prese nel gioco sono state registrate e collegate ad atteggiamenti e caratteristiche sociodemografiche, permettendoci di studiare come i partecipanti reagiscono a shock e politiche, e se il gioco rafforza la percezione della capacità di affrontare la transizione energetica, sia a livello individuale sia come società».
https://rsi.cue.rsi.ch/info/scienza-e-tecnologia/Da-dove-arriver%C3%A0-l%E2%80%99elettricit%C3%A0-svizzera-del-2050--2883216.html
Alla sua realizzazione hanno partecipato politologi dell’Università di Berna, scienziati computazionali dell’USI, un game designer, uno sviluppatore e un graphic designer. Inizialmente, a partire da fine 2024, Ensured Energy è stato promosso nell’ambito di un’indagine a livello nazionale, in cui cittadini svizzeri selezionati in modo casuale hanno ricevuto un invito postale per accedere a un questionario online e, da lì, al gioco. Su 6.000 persone invitate, circa il 33% ha avuto accesso al questionario e circa il 25% ha effettivamente avviato il gioco. «I riscontri raccolti insieme al sondaggio e al gioco indicano che molti di coloro che hanno effettivamente giocato lo hanno valutato in modo positivo, trovandolo coinvolgente e di facile comprensione», commenta il professore.

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