In Australia il divieto di social per gli under 16 è già scattato nelle scorse settimane. Un provvedimento analogo si sta ora facendo strada anche in Francia, dove di recente l’Assemblea nazionale ha approvato un disegno di legge per vietare l’uso dei social ai minori di quindici anni. Si tratta di proteggere i più giovani dai pericoli della rete.
Questo mentre tra giovani e giovanissimi spopolano, anche in Svizzera, social e piattaforme di gioco online. Una di queste è Roblox, un universo parallelo che contiene milioni di videogame e in cui gli utenti evolvono attraverso un proprio avatar. Utenti (sono ogni giorno oltre 151 milioni quelli attivi) che passano ore e ore a giocare, come pure a comunicare tra loro. Ed è proprio la chat che desta preoccupazione, perché è uno spazio in cui possono nascondersi anche adulti malintenzionati.
Roblox conta ogni giorno oltre 151 milioni di utenti attivi
Dopo diversi casi problematici, il Canton Ginevra ha inviato un avviso ai genitori: “Bambini molto piccoli hanno riferito di essere stati esposti a messaggi di natura sessuale o a contenuti inappropriati tramite avatar”. Come ha spiegato a RTS la consigliera di Stato ginevrina Anne Hiltpold, responsabile del Dipartimento dell’istruzione pubblica, della formazione e della gioventù: “Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni dagli insegnanti e abbiamo deciso di avvertire i genitori per prevenire prima che fosse troppo tardi”.
Su Roblox anche bambini della Svizzera italiana
La piattaforma Roblox è sempre più nota pure nella Svizzera italiana, dove è frequentata anche da giovanissimi. “Se ne parlava già negli scorsi anni, ma di recente è spopolata, soprattutto tra i bambini delle scuole elementari” osserva Lara Zgraggen, responsabile dei programmi di prevenzione dei rischi online della Fondazione per l’aiuto, il sostegno e la protezione dell’infanzia (ASPI).
“Penso che per i bambini il servizio risulti essere molto attrattivo, perché offre milioni di giochi, dai quiz alle escape room”, spiega in un suo intervento sul tema nella trasmissione RSI Prima Ora. Giochi da giocare, ma anche da creare: a partire dai tredici anni gli utenti possono infatti diventare dei creator.
A tu per tu con sconosciuti e il rischio di adescamento
Ma la preoccupazione va oltre i contenuti: il problema principale è legato, come detto, alla possibilità di comunicare con gli altri utenti della piattaforma. Un ambiente virtuale in cui si chatta con amici, ma anche con sconosciuti. È quindi alto il rischio di adescamento, come sottolinea Zgraggen. Per quanto riguarda i contenuti, l’esperta rileva inoltre che vi sono quelli sessualmente espliciti.
Anche i più giovani si trovano così in un ambiente a rischio, in cui si accede senza un vero e proprio filtro. O meglio: “In seguito alle polemiche e all’attenzione che si sta portando verso la piattaforma, è stata implementata una verifica approssimativa dell’età che avviene attraverso una scansione del volto” spiega Zgraggen, che però mette in guardia sul fatto che si tratta di un sistema molto impreciso: “L’ho provato personalmente e ha sbagliato di tanti anni”.
I segnali d’allarme
Con Roblox che spopola, per i collaboratori dell’ASPI si tratta di un tema che viene affrontato nelle scuole: “Gli allievi delle elementari ci dicono quasi sistematicamente di essere stati confrontati con contenuti sessualmente espliciti, riportando emozioni legate al disgusto e al disagio”, riferisce l’esperta. Non mancano poi bambini che affermano di ricevere richieste d’amicizia da parsone che non conoscono.
“Ci sembra che siano consapevoli, che sappiano come muoversi. Ciò non toglie però che è fondamentale parlare con loro di questi argomenti”. L’ASPI spiega quindi i segnali a cui prestare attenzione, perché per bambini e ragazzi è importante capire come si comporta un adescatore: “È una persona che si dimostra molto compiacente, che inizia a chiedere informazioni personali, cerca di creare un rapporto di fiducia, vuole che la relazione sia manutenuta segreta e arriva anche a offrire soldi. Poi chiede foto intime”. Sono campanelli d’allarme da conoscere per potersi muovere con più sicurezza nel mondo virtuale.
Nel 2024 oltre il 40% degli utenti di Roblox era under 13
Per i genitori “è fondamentale il dialogo”
È importante che anche i genitori stiano all’erta. E su questo fronte è fondamentale il dialogo coi figli, afferma Zgraggen, ammettendo tuttavia che a una certa età - per esempio nell’adolescenza - diventa più difficile. Ci sono allora anche qui dei segnali d’allarme, che non riguardano soltanto il tema dell’adescamento: “Per esempio se un ragazzo utilizza in modo importante il digitale, si chiude in camera, diventa aggressivo, assume comportamenti strani e anche sessualizzati, o arriva a casa con regali di cui è difficile stabilire la provenienza”.
Poi c’è il controllo attivo del videogioco da parte dei genitori, quale misura da adottare a seconda dell’età del figlio. “Per i più piccoli è sicuramente necessario”. E su questo punto, Zgraggen dice: “La cosa che mi ha fatto riflettere è che in Roblox il genitore che vuole attivare un controllo parentale deve fornire un documento d’identità, mentre quando si crea un account non viene richiesto alcun documento”.
La giungla delle piattaforme online
Ora si parla di Roblox. Ma nel mondo virtuale sono molte le piattaforme che permettono di giocare e di entrare in contatto con altre persone. “È un mondo complesso, in cui le offerte digitali aumentano. Nel momento in cui si riesce a comprendere il meccanismo di una piattaforma, ne arriva una nuova”, osserva l’esperta dell’ASPI. Come può un genitore districarsi in un’offerta così vasta? Zgraggen suggerisce “uno sforzo congiunto”: nella scoperta di una piattaforma “si possono mettere insieme le competenze, quella più tecnica dei ragazzi che sanno gestire il gioco e quella più educativa dei genitori”.

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Telegiornale 15.01.2026, 20:00







