Scienza e Tecnologia

Grace, il robot da arrampicata che non teme il pericolo  

Sviluppato dalla SUPSI, il quadrupede robotico ispeziona ponti e dighe, sostituendo l’uomo in ambienti difficili

  • 2 ore fa
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Grace
  • SUPSI
Di: red. giardino di Albert/Matteo Martelli 

Un robot che si arrampica, supera ostacoli e si infila in stretti cunicoli al posto degli esseri umani. Si chiama Grace ed è stato progettato dalla SUPSI per garantire più sicurezza ed efficienza nelle operazioni di ispezione e manutenzione in contesti ad alto rischio. La sua particolarità è che non teme il pericolo: riesce a infilarsi in spazi angusti, aderire a superfici irregolari e reagire agli imprevisti modificando il proprio comportamento in tempo reale.

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Grace

Alphaville 28.01.2026, 11:45

  • Imago Images
  • Francesca Rodesino

Salvaguardare la sicurezza degli operatori

“L’obiettivo del nostro gruppo di ricerca è quello di sviluppare dei sistemi robotici per salvaguardare la sicurezza degli operatori in ambienti ad alto rischio”, ha spiegato Diego Gitardi, ricercatore al Laboratorio di automazione e robotica del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI, intervistato ad Alphaville, Rete Due.

Gli esempi di applicazione sono numerosi e diversificati. Nel settore civile, Grace può ispezionare ponti autostradali e dighe. Nel settore industriale, il robot trova impiego nei silos di stoccaggio e nelle navi di trasporto.

Professioni da brividi: il robot Grace sostituisce l'uomo nelle operazioni potenzialmente più rischiose

Professioni da brividi: il robot Grace sostituisce l'uomo nelle operazioni potenzialmente più rischiose

  • IMAGO / imagebroker

In tutti questi contesti, Grace raccoglie dati strutturali per verificare che le infrastrutture siano ancora sicure e funzionali. “Andiamo proprio a verificare che i ponti siano conformi alle sicurezze per la gestione dei carichi, come il passaggio delle auto”, ha spiegato Gitardi.

Il gruppo di ricerca della SUPSI ha già svolto test in situazioni reali, in particolare su ponti autostradali. Questi test hanno permesso di verificare l’efficacia del robot e di osservare come gli operatori interagiscono con la nuova tecnologia.

Dietro alla macchina il controllo umano

Nonostante Grace sia definito un robot con operatività autonoma, l’elemento umano resta centrale. L’autonomia riguarda principalmente la navigazione e la raccolta dati in ambienti che possono essere più o meno complicati e pericolosi, anche in presenza di agenti chimici.

“C’è sempre dietro un operatore che decide le procedure da seguire, quali aree bisogna andare a ispezionare, quali dati raccogliere. L’attività è sempre supervisionata”, precisa Gitardi.

In altre parole, l’operatore continua a rappresentare la mente e la parte decisionale. È lui che possiede le competenze per svolgere le attività e scegliere come procedere. Grace, invece, rappresenta sostanzialmente un corpo resiliente che viene esposto a situazioni di pericolo per prevenire infortuni.

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Il futuro di uomini e robot

Il giardino di Albert 30.04.2023, 18:05

  • ©iStock

Una robotica ispirata alla natura

Una delle caratteristiche più innovative di Grace è la capacità di replicare alcuni comportamenti umani nella gestione degli imprevisti. Il robot si ispira infatti ai meccanismi chimici e neurologici che si attivano nell’essere umano di fronte a un pericolo: processi naturali che sono stati tradotti in logiche robotiche. L’obiettivo è far sì che il robot possa operare in contesti pericolosi e, quando si verifica un imprevisto come uno scivolamento o un blocco, riesca a liberarsi autonomamente, evitando che l’operatore debba spingersi in un contesto pericoloso per recuperarlo.

Insomma: la tecnologia sviluppata dalla SUPSI è un ulteriore passo verso un nuovo modo di concepire la sicurezza sul lavoro. L’obiettivo finale è semplice ma fondamentale: non sostituirsi alla manodopera, ma permettere agli operatori di svolgere il proprio lavoro e tornare a casa sani e salvi, senza esporsi a rischi evitabili.

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