Scienza e Tecnologia

Il primo dentista della storia era un Neanderthal 

Scoperto in Siberia un intervento dentale risalente a 60’000 anni fa: un dente colpito da carie mostra tracce di perforazione intenzionale con strumenti in pietra 

  • Oggi, 12:25
  • Oggi, 12:28
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  • PLOS One
Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli  

Per decenni i Neanderthal sono stati descritti come parenti rozzi e poco sofisticati dell’Homo sapiens. Eppure, negli ultimi anni, la ricerca ha ribaltato questa immagine, rivelando una specie capace di comportamenti complessi e abilità tecniche avanzate.

Ora, una nuova scoperta proveniente dalla grotta di Chagyrskaya, nei monti Altai della Siberia, aggiunge un tassello sorprendente: il più antico intervento invasivo per la cura della carie dentale risalirebbe a circa 59 mila anni fa, e cioè circa 40 mila anni prima rispetto a quanto sostenuto sinora.

La grotta di Chagyrskaya è nota per importanti ritrovamenti archeologici e resti di Neanderthal

La grotta di Chagyrskaya è nota per importanti ritrovamenti archeologici e resti di Neanderthal

  • Tbviola/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

La ricerca

Il protagonista dello studio è Chagyrskaya 64, un secondo molare inferiore appartenuto a un adulto Neanderthal. Il dente rinvenuto dai ricercatori presenta una profonda cavità sulla sua superficie, tanto estesa da raggiungere la camera pulpare, la parte “viva” del dente dove sono presenti nervi, vasi sanguigni e tessuto connettivo.

Il dente visto da cinque prospettive differenti; a sinistra la cavità che ha attirato l'attenzione dei ricercatori

Il dente visto da cinque prospettive differenti; a sinistra la cavità che ha attirato l'attenzione dei ricercatori

  • PLOS One

Lo studio, apparso su Plos One, sostiene che queste tracce non siano spiegabili né dall’usura naturale, né da modifiche sopraggiunte dopo la morte dell’individuo. Le analisi tomografiche mostrano infatti una demineralizzazione compatibile con una carie avanzata, mentre la forma della cavità e le striature sulle pareti del dente rivelano l’uso di uno strumento litico appuntito, probabilmente un piccolo perforatore in diaspro, roccia molto dura e compatta usata nella preistoria per produrre lame affilate e utensili di vario tipo.

Gli strumenti del mestiere

Gli strumenti del mestiere

  • PLOS One

 Il dente mostra anche un solco da stuzzicadenti, segno che l’individuo aveva tentato prima un rimedio meno invasivo. Questo suggerisce un approccio terapeutico graduale, non diverso da quello che potremmo adottare oggi: prima alleviare il fastidio, poi intervenire in modo più deciso. Simili prove erano già emerse da studi precedenti.

26:04
immagine

Gli occhi di Neanderthal

Laser 06.02.2026, 09:00

  • iStock
  • Andrea Cocco

La verifica su denti moderni

Per verificare l’attendibilità della loro ipotesi, gli autori dello studio hanno anche condotto esperimenti replicando la procedura su denti umani moderni: la perforazione manuale con strumenti disponibili in loco permette effettivamente di creare cavità simili in pochi minuti. Le tracce prodotte coincidono con quelle osservate sul dente neanderthaliano, confermando la supposizione di un intervento intenzionale.

La scoperta è ancora più significativa se si considera che la carie nei Neanderthal è rara. La presenza di due casi nello stesso sito (insieme a Chagyrskaya 64, è stato rinvenuto anche il molare deciduo Chagyrskaya 18) indica che questi individui ospitavano batteri cariogeni simili a quelli moderni, probabilmente introdotti da specifiche abitudini alimentari o ambientali.

Servono più accertamenti

Il risultato andrà ulteriormente approfondito per definire la diffusione di queste pratiche avanzate. Inoltre, alcuni esperti sostengono che servano prove più chiare per assicurarsi che il foro non sia stato creato accidentalmente, ad esempio da frammenti solidi all’interno di cibo.

Allo stadio attuale, la ricerca dimostra comunque come Neanderthal sia stata una specie capace di cura, intenzionalità e sopportazione del dolore per scopi terapeutici: insomma, una specie molto più simile a noi di quanto si sia creduto per lungo tempo.

Articolo legato a Setteventi (Rete Uno) del 19.05.2026, ore 07:20

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