Un nuovo studio genetico permette di riscrivere la storia dei primi cani europei. Un gruppo internazionale di ricerca, guidato dal Francis‑Crick‑Institute di Londra, ha studiato il DNA di oltre 200 cani e lupi preistorici, scoprendo che già 11’700 anni fa questi animali erano integrati nelle comunità umane.
Il reperto più antico analizzato nella ricerca – pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature – proviene dal Kesslerloch, uno dei maggiori siti archeologici dell’era glaciale. La grotta si trova vicino a Thayngen, nel Canton Sciaffusa: si tratta di un cane vissuto 14’200 anni fa, datato con il metodo al radiocarbonio.

La grotta Kesslerloch, uno dei maggiori siti archeologici dell'era glaciale
Il suo profilo genetico mostra legami con popolazioni canine diffuse dall’Europa all’Asia, suggerendo che i primi cani non discendessero da lupi locali, ma da una linea con forti radici orientali, probabilmente siberiane.
Secondo i ricercatori, anche se questo risultato non permette di determinare con precisione il momento della domesticazione, è plausibile che essa sia avvenuta diversi millenni prima di 14’200 anni fa e altrove.
Un ulteriore segnale del lungo percorso condiviso tra cani ed esseri umani.
Articolo legato a Tempo Reale (Rete Uno), di mercoledì 25.03.2026 - ore 17h30.







