La nuova legge di bilancio italiana varata in dicembre introduce, con l’articolo 1 comma 427, uno sgravio fiscale che, di fatto, disincentiva le imprese dal fare acquisti al di fuori dell’Unione Europea. Una misura protezionistica che danneggia l’industria delle macchine svizzera e ticinese. Il Consiglio di Stato non ci sta e ha scritto a Berna chiedendo alla Confederazione un intervento deciso.
In gioco c’è un miliardo di franchi per la Svizzera, 180 milioni in Ticino. Christian Vitta, parla di “chiara discriminazione”, “le esportazioni verso l’Italia diventano difficili da effettuare”.
Il momento nei rapporti con Roma non è dei più facili, ma secondo il direttore del Dipartimento cantonale delle finanze e dell’economia è necessario “tracciare delle linee rosse” a fronte delle “inaccettabili ingerenze” riguardo agli aspetti giudiziari del dramma di Crans-Montana, ma anche di “quelle economiche”.






