Intervista

Martin Pfister: “Dobbiamo difenderci da soli”

Il Consiglio federale vuole aumentare l’IVA per finanziare l’esercito, ma si tratta solo del primo passo e dal Parlamento arrivano già critiche

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Secondo il consigliere federale responsabile della difesa la situazione internazionale è cambiata ed è necessario rafforzare la sicurezza del Paese

Secondo il consigliere federale responsabile della difesa la situazione internazionale è cambiata ed è necessario rafforzare la sicurezza del Paese

  • Keystone
Di: Nathalie Christen (SRF)/sf 

Un aumento di 0,8 punti percentuali dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per rafforzare la difesa della Svizzera. Il Consiglio federale ritiene che sia un passo necessario, ma l’idea è già bersaglio di critiche da più parti, mentre si deve ancora elaborare il progetto da mettere in consultazione.

Martin Pfister, consigliere federale responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, ai microfoni di SRF ha difeso la necessità di questo passo.

L’intervista a Martin Pfister (10 vor 10, SRF, 28.01.2026)

SRF: Il Consiglio federale vuole aumentare le imposte per finanziare la difesa. Si tratta di un momento storico?

Martin Pfister: È soprattutto un momento importante, perché così rafforziamo la nostra sicurezza. La situazione internazionale è cambiata in modo così significativo che dobbiamo potenziare le nostre capacità di difesa. È un’ottima decisione del Consiglio federale.

Un aumento dell’IVA peserebbe su molti, soprattutto considerando i costi già elevati delle casse malati e degli affitti. Quanto è sicuro che riuscirete a far passare questa misura in Parlamento e davanti al popolo?

Non ne sono certo. Ma serviranno molto impegno e capacità di convincere. La sicurezza è fondamentale: è la base della nostra prosperità, dell’economia, del benessere della popolazione. Sono convinto che, alla fine, la cittadinanza riconoscerà che tutto questo ha un costo.

L’aumento dell’IVA colpisce in modo particolare i redditi più bassi. In passato si ricorreva invece all’imposta federale diretta, che grava maggiormente sui più ricchi. Perché non aumentare quella?

Abbiamo valutato anche questa possibilità. È però più semplice intervenire sull’IVA e comporta effetti negativi minori. È vero, l’IVA limita un po’ i consumi. Ma credo sia possibile introdurre questo aumento in modo limitato nel tempo, per dieci anni, per rafforzare la sicurezza.

UDC e PLR si sono espressi contro. Dicono che bisognerebbe invece risparmiare di più.

Abbiamo cercato per diversi anni di trovare più risorse per l’esercito. Quando dicono questo, in realtà stanno accettando che la sicurezza non venga rafforzata e che non disponiamo dei mezzi necessari per garantire la nostra sicurezza come Paese neutrale. Se hanno altre idee, le presentino, ma negli ultimi anni non ne sono arrivate.

Le spese dello Stato sono aumentate in modo significativo negli ultimi dieci anni, di circa il 30 per cento.

È vero. Ma proposte su come rafforzare la difesa, considerando che spesso l’aumento della spesa pubblica è avvenuto a scapito del settore della difesa, non ne sono arrivate. Ora una proposta concreta c’è, ed è quella giusta, ne sono convinto.

Dobbiamo difenderci da soli, perché non facciamo parte di nessuna alleanza

Martin Pfister, consigliere federale

Anche così, la Svizzera non sarebbe comunque in grado di difendersi da sola. I critici ritengono quindi che sarebbe denaro sprecato.

No. Dobbiamo difenderci da soli, perché non facciamo parte di nessuna alleanza. Sarebbe anche molto poco solidale affidarci semplicemente agli altri Paesi.

Lei però ha detto che anche seguendo il suo piano e aumentando l’IVA non ci sarebbe una protezione completa.

Riusciremo a garantire una buona protezione, soprattutto contro i pericoli più probabili nei prossimi anni. Parlo delle minacce aeree, ma anche degli attacchi ibridi: quindi la protezione delle infrastrutture critiche contro terrorismo, spionaggio e così via. Ma è chiaro che la protezione non sarà totale, e questo va detto chiaramente.

Se la situazione dovesse davvero peggiorare nel 2028, non saremmo pronti

Martin Pfister, consigliere federale

I fondi supplementari arriverebbero solo a partire dal 2028. Ma alcuni esperti sostengono che già nel 2028 la Russia potrebbe attaccare un altro Paese europeo. Non rischiamo di essere in ritardo?

È vero, è una lacuna. Se la situazione dovesse davvero peggiorare nel 2028, non saremmo pronti. Ma ora dobbiamo fare in modo di prepararci il prima possibile e fare tutto il necessario per esserlo. Preferisco essere pronti tra qualche anno piuttosto che non esserlo affatto.

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Il Consiglio federale vuole alzare l'IVA per finanziare l'esercito

Telegiornale 28.01.2026, 20:00

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