Frutto di un lavoro di selezione durato 17 anni, sette nuovi vitigni resistenti alle principali malattie fungine e di “alta qualità enologica” sono stati presentati giovedì dal centro Agroscope a Martigny. Questa omologazione risponde a diverse sfide della viticoltura.
Si chiamano Forisia, Elaris, Orellis, Damona, Valpesia, Dioniso e Taranis. Quattro sono a bacca bianca e tre a bacca rossa. Hanno tutti un elemento in comune: possiedono almeno due geni di resistenza contro la peronospora e l’oidio, due malattie fungine alle quali la vite è esposta. Necessitano quindi di molti meno trattamenti.

Jean-Sebastien Reynard, il responsabile del progetto
Questi vitigni sono stati selezionati – grazie a una strategia denominata “piramidazione dei geni” – da Agroscope e dal suo omologo francese INRAE. “Questa nuova generazione di vitigni resistenti rientra in un progetto orientato al futuro: produrre vini di qualità riducendo al contempo l’impronta ambientale”, spiega il centro di ricerca svizzero.
La prossima fase sarà la propagazione da parte dei vivaisti. Le prime piante dovrebbero essere disponibili per i viticoltori entro il 2029.

Cala il consumo di vino
Telegiornale 30.04.2025, 12:30





