Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha bisogno di più personale e più soldi, soprattutto per colmare il gap tecnologico a livello di intelligenza artificiale (IA).
Finora, ha spiegato giovedì ai media il responsabile Serge Bavaud, “siamo riusciti a fornire prestazioni di qualità con i mezzi limitati a nostra disposizione”. Tuttavia, per coprire tutti gli ambiti di interesse, con la stessa intensità “abbiamo bisogno senz’altro di circa un centinaio di persone in più, e più mezzi finanziari”, ha riferito Bavaud a quasi quattro mesi dal suo insediamento alla testa del SIC.
In particolare, Bavaud ha insistito sulla necessità di dotarsi di mezzi tecnologici all’avanguardia. Tutti i maggiori servizi d’intelligence stanno investendo in questo campo, ha aggiunto il responsabile del SIC, secondo cui lo spionaggio digitale rappresenta una delle sfide maggiori, oltre al contrasto di quello tradizionale.
Anche il quadro giuridico va aggiornato, ha sottolineato Bavaud. Da quando la legge attuale sui servizi d’informazione è entrata in vigore nel 2017, la situazione della minaccia è sensibilmente aumentata, in particolare per quanto attiene allo spionaggio e agli attacchi ibridi, ha fatto presente il capo degli “007 elvetici”.
Interrogato sulle minacce più importanti cui è esposto il Paese in questo momento, Bavaud ha citato la guerra ibrida, un mix di disinformazione, spionaggio e attacchi (cyber o con droni) alle infrastrutture sensibili, con cui si cerca di sfruttare le vulnerabilità dei Paesi che sostengono, per esempio, lo sforzo bellico ucraino contro la Russia.

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Notiziario 26.02.2026, 17:00
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