Svizzera

“L’igiene del sonno va insegnata sin da piccoli”

Il riposo è fondamentale, se insufficiente o di cattiva qualità ci sono ripercussioni sulla salute che costano 15 miliardi l’anno in Svizzera - Venerdì è la giornata internazionale

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dormire bene per vivere meglio

Prima Ora 12.03.2026, 18:00

Di: Prima Ora / ATS /pon 

I disturbi del sonno costano circa 15 miliardi di franchi all’anno in Svizzera, fra cure mediche e incapacità di lavoro, secondo quanto emerge da uno studio intitolato “Epidemiology and Economic Burden of Sleep Disorders in Europe”, di cui Rete Sonno Svizzera aveva dato notizia alla fine di febbraio. Si tratta dei costi pro capite più elevati d’Europa. Nella Confederazione, ricordava l’associazione, 1,7 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno, ma l’Osservatorio svizzero della salute nel 2024 aveva fornito numeri ancora più allarmanti, quantificando al 38% della popolazione la quota colpita. Per il 7% degli svizzeri, si tratta di vere e proprie patologie. Le apnee da sonno sono il disturbo più frequente, seguito dall’insonnia e dalla sindrome delle gambe senza riposo.

Sono numeri che definiscono un vero proprio problema di salute pubblica, che tocca soprattutto donne e anziani ma che si sta diffondendo sempre più anche fra i giovani, e su cui si punta l’attenzione oggi, 13 marzo, in occasione della giornata internazionale del sonno. Eppure, nonostante questo impatto sulla popolazione e di riflesso anche sull’economia, e “nonostante la forte domanda”, i servizi di medicina del sonno “sono ancora troppo pochi in Svizzera”, secondo il dottor Mauro Manconi. Ospite a Prima Ora della RSI giovedì, il neurologo dirige quello il centro ticinese presso l’Ente ospedaliero cantonale. “L’igiene del sonno”, ha spiegato, “va insegnata fin da piccoli come facciamo per esempio per quella dentaria”.

I costi maggiori sono quelli indiretti

In studio Manconi ha ricordato che i cosiddetti “costi diretti”, quelli medici per esami, visite e terapie, rappresentano solo il 10% del totale. A pesare sulla società sono soprattutto quelli indiretti sotto forma di assenze sul luogo di lavoro, calo della produttività, incidenti sia stradali che professionali.

“Il dormire male ha ripercussioni multisistemiche”

Un riposo adeguato è “fondamentale per la salute fisica e mentale, per le prestazioni e per la qualità di vita” oltre a contribuire inoltre a rafforzare il sistema immunitario”, secondo Rete Sonno Svizzera. Al contrario, quando è insufficiente o di cattiva qualità, può favorire l’insorgenza di malattie. “Il sonno è un periodo che occupa circa un terzo della nostra vita”, ha confermato Manconi, “e il dormire male ha delle ripercussioni multisistemiche al pari di un’alimentazione scorretta o dell’assenza di un’attività fisica corretta”.

Per esempio, “aumenta il rischio cardiovascolare e oggi sappiamo che aumenta anche il rischio di malattie neurodegenerative o psichiatriche, di depressione”. C’è però un impatto, “in primis, anche sulle prestazioni cognitive”.

Aumento fra i giovani, cause ancora da accertare

Negli ultimi 10 anni, la diffusione di questi disturbi è aumentata di circa 5 punti percentuali ed è vero - ha confermato lo specialista - che questo aumento si spiega con il fatto che “si è spostata la patologia sui giovani e anche in parte sul sesso femminile, fra i 15 e i 39 anni.” Per Manconi “spiegarlo non è facile, l’elemento di stress e forse anche il Covid possono aver giocato un ruolo. Fra i giovani stress scolastico, sportivo, la solitudine e anche la diffusione degli apparecchi elettronici potrebbero aver giocato un ruolo, ma questi dati sono ancora sotto indagine”.

Ora la diagnosi prima della terapia

Il centro che ha sede all’Ospedale Civico di Lugano “cura tutti i disturbi del sonno, che sono più di 80 diversi e ancora oggi non sono bene conosciuti”. La disciplina “è giovane”, “non ci sono ancora una specializzazione e delle cattedre di medicina del sonno”. La cura oggi parte da una diagnosi, e non è un’ovvietà: in passato - ha ricordato Manconi - “il paziente che non dormiva, con insonnia, riceveva un farmaco per dormire. Si bypassava la diagnosi e si passava subito all’intervento”. La diagnosi quindi ora c’è e può essere anche strumentale: “Possiamo registrare i pazienti di notte, o a domicilio, e sulla base di questi dati approntare una terapia”.

Cosa consigliare allora per dormire meglio? “Rispettare l’igiene del sonno, quindi avere un luogo confortevole dove dormire, tenere bassi gli stress che possono indurre insonnia, ridurre gli eccitanti, una corretta attività fisica e alimentazione”, ha raccomandato Manconi, ricordando però che questo non riguarda che la comune insonnia. “Il panorama della medicina del sonno è molto più ampio, ci sono per esempio anche pazienti che dormono troppo o che hanno sonnolenza e sono a quindi a rischio di incidenti stradali o problematiche lavorative”.

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