Dopo il sì all'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa, la stampa elvetica si interroga sul futuro delle relazioni con l'Unione europea. Molti giornali in edicola oggi sottolineano che la Svizzera è uscita spaccata in due dalle urne.
In Romandia
Nel suo editoriale, il quotidiano Le Temps ritiene che “una parte di questo paese ha paura dell'evoluzione in corso”. Il giornale parla anche del Ticino, definendolo un cantone molto esposto ai frontalieri che ha espresso la sua “esasperazione”. Più in generale, la Svizzera rurale si sente insicura e “sembra percepire unicamente gli aspetti negativi che emergono durante i periodi di forte crescita”. Le Temps sottolinea pure che in Svizzera tedesca l'Unione europea è vista come un nemico, “anche negli ambienti economici, noti per essere eurofobi per principio”.
Da parte sua, Le Matin non usa mezzi termini: la Svizzera tedesca “si è rannicchiata sulle sue piccole certezze, gelosa dei suoi privilegi e nostalgica di un tempo glorioso che esiste solo nel dipinti di Anker”. Il vodese 24 Heures parla della frattura tra le istituzioni e una parte della popolazione. Il quotidiano friburghese La Liberté prevede da parte sua “un'era glaciale” tra Berna e Bruxelles.
Nella Svizzera tedesca
In Svizzera tedesca si insiste soprattutto sul significato storico del voto. Il sì all'iniziativa rappresenta una svolta paragonabile a quella del 6 dicembre 1992, quando venne rifiutata l'adesione allo Spazio economico europeo, scrive la Neue Zürcher Zeitung . La NZZ sottolinea anche che il sì al testo dell'UDC non è una buona cosa per l'economia svizzera e, di riflesso, anche per il benessere della popolazione.
Di tutt'altro parere la Basler Zeitung , secondo la quale ieri “tutta la Svizzera” ha vinto. Il quotidiano basilese vede l'esito del voto come “la più grande sconfitta mai subita dall'economia e dai sindacati”. Da parte sua, il Blick sottolinea che “contro la volontà della popolazione non può essere perseguita nessuna politica a lungo termine”. Ciò vale anche per le relazioni con l'Unione europea. Per il quotidiano, il risultato di ieri costituisce un buon atout per i futuri negoziati con l'UE.
Per il Bund , il risultato di ieri non si spiega né con la xenofobia, né con l'isolazionismo. L'esito è dovuto alla pressione sul territorio, al dumping salariale e agli affitti elevati: l'alta immigrazione causa “una sensazione di perdita di controllo che non rimane senza conseguenze in una democrazia diretta”. Il Tages-Anzeiger definisce il risultato “un rifiuto parziale della globalizzazione e dell'integrazione europea”. Per il quotidiano i problemi della dispersione urbana e della pressione sui salari sono reali, ma “non possono essere risolti all'interno dei confini etnici e nazionali, come il mito del 'Sonderfall' elvetico vorrebbe farci credere”.
ATS/cos







