Un discorso a braccio per impartire ordini militari ma anche per infondere fiducia alla popolazione, in una Svizzera accerchiata dalle potenze nazifasciste dopo la caduta della Francia: è quello che il generale Guisan pronunciò dopo aver contattato il suo Stato maggiore il 25 luglio del 1940 sul praticello del Grütli. Oggi 450 invitati in rappresentanza dell'esercito e della politica, fra i quali il consigliere federale Ueli Maurer, sono convenuti nel medesimo luogo per celebrare i 75 anni da quell'avvenimento.
I 75 anni dal Rapporto del Grütli
Sono stati utilizzati due battelli, uno dei quali, lo Stadt Luzern, era il medesimo usato all'epoca dai vertici militari elvetici. La Società svizzera degli ufficiali, organizzatrice dell'evento insieme al canton Vaud (luogo d'origine di Guisan), ne ha approfittato per chiedere forze armate composte da non meno di 100'000 uomini e con un budget di almeno 5 miliardi di franchi all'anno.
Nel cosiddetto Rapporto del Grütli, Guisan spiegò la strategia del ridotto nazionale, che comportava in caso di invasione il ritiro dell'esercito verso le Alpi, da usare come bastione naturale.
pon/ATS
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