Svizzera

Aborto pagato dalla LAMAL, sì o no?

Gli argomenti dei favorevoli e dei contrari all’iniziativa “Il finanziamento dell’aborto è una questione privata”

  • 10.01.2014, 00:29
  • 4 maggio, 12:48
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  • KEYSTONE

L’interruzione di gravidanza è una decisione individuale difficile ed un tema delicato per la società. La depenalizzazione dell’aborto ed il suo rimborso da parte dell’assicurazione per malattia di base obbligatoria (LAMAL) sono state accettate in votazione nel 2002 dal 72,2% dei votanti.

L’iniziativa rimette in questione l’attuale normativa chiedendo che l’aborto e le embrioriduzioni non siano più coperti, se non in rare eccezioni legate alla madre (come gravi rischi per la salute o la violenza carnale), dalla LAMAL.

I motivi del “sì”

Oltre al proclamato influsso positivo sulla riduzione dei premi di cassa malati, le argomentazioni del “sì” si fondano sul rafforzamento della libertà individuale: nessuno deve essere obbligato, tramite i premi, a cofinanziare gli aborti degli altri.

Un'altra ragione dei favorevoli è lo sgravio dell’assicurazione malattie obbligatoria da una prestazione discutibile: gli aborti non fanno parte delle cure di base della nostra assicurazione malattie.

Infine, si punta sul rafforzamento dei diritti dei genitori: le giovani sotto i 16 anni non potranno più essere spinte ad un aborto all’insaputa dei genitori.

Perché votare “no”

Contrari all’iniziativa sono il Governo federale ed il Parlamento, diversi specialisti del campo sanitario, nonché un comitato interpartitico del quale fanno parte le maggiori formazioni politiche nazionali.

Per i contrari, l’oggetto in votazione - che se accettato comporterebbe dei risparmi solo minimi - mira a rimettere in discussione un’importante conquista sociale e provocherebbe importanti conseguenze individuali. Le prestazioni rimborsate dalla LAMAL rispondono inoltre ad elevate esigenze di qualità: se l’aborto non fosse più coperto, alcune donne potrebbero essere spinte, per motivi finanziari, ad interrompere la loro gravidanza in condizioni pericolose per la salute.

Vi è poi il rischio che situazioni analoghe siano riconosciute talvolta come eccezioni e talvolta no: ci potrebbero dunque essere decisioni divergenti fra gli assicuratori. Le statistiche, infine, dimostrano che con la legge vigente il numero di aborti è rimasto stabile ed addirittura è in diminuzione tra le giovani donne.

Red.MM/LudoC.

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  • Lo speciale dell'RG firmato da Camilla Mainardi

    RSI Info 20.01.2014, 11:43

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