La libera circolazione non dev'essere utilizzata abusivamente da lavoratori dell'Unione europea (UE) venuti in Svizzera per poi trovarsi troppo rapidamente in disoccupazione e riscuotere l'aiuto sociale. Il Tribunale federale (TF) ha accettato un ricorso dell'Ufficio federale della migrazione (UFM).
I giudici hanno annullato una decisione del Tribunale cantonale vodese, che aveva rifiutato di revocare l'autorizzazione di dimora a una barista portoghese. Giunta in Svizzera nel 2009, aveva ottenuto un permesso B per cinque anni. Aveva poi lavorato un solo anno, prima di essere licenziata per ristrutturazione.
Nel settembre del 2012, il Canton Vaud le aveva revocato il permesso B. Tutto faceva ritenere che non era più in grado di trovare un impiego duraturo. Secondo il TF, il suo comportamento “tradisce l'intenzione di utilizzare la libera circolazione con finalità abusive”.
Red.MM/ATS/Swing





