Svizzera

Abusi e pedofilia, abbazia vallesana sotto accusa

Un’inchiesta della RTS ha svelato numerosi casi di abusi sessuali legati all’Abbazia di Saint-Maurice - 9 sacerdoti coinvolti, l’abate ad interim sospeso dall’insegnamento

  • 20 November 2023, 12:19
  • 20 November 2023, 14:20
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RG 12.30 del 20.11.2023 La corrispondenza di Lucia Mottini

Di:RTS/OCartu

Un’inchiesta del programma Mise au Point della RTS ha rivelato numerosi casi di abusi sessuali legati all’Abbazia di Saint-Maurice (VS), una delle istituzioni più prestigiose del mondo cattolico svizzero. In totale sono 9 i sacerdoti coinvolti nei casi e tra questi c’è anche il responsabile ad interim dell’istituzione, Roland Jaquenoud, che aveva assunto l’incarico dopo che Jean Scarcella si era sospeso dal ruolo a causa dell’indagine per presunti abusi sessuali.

Numerose testimonianze

In totale, l’inchiesta ha identificato 9 sacerdoti, tutti legati ad accuse di abusi sessuali o di pedocriminalità. Alcuni di questi sacerdoti sono ancora in carica, mentre altri sono deceduti. La maggior parte dei casi si è verificata tra il 1995 e il 2005, riguardano l’internato chiuso nel 2021 e le parrocchie in cui operavano i canonici dell’Abbazia.

Mélanie Bonnard è una delle vittime di uno di questi canonici, abusata quando aveva solo 12 anni nella casa di famiglia durante una visita del sacerdote: “Sono andata alla polizia con mia madre per sporgere denuncia. Mi hanno filmato mentre facevo la dichiarazione e mi hanno fatto molte domande. È stato molto difficile e intimidatorio”. La sua testimonianza è stata ritenuta credibile da uno psichiatra, ma nonostante ciò, il tribunale ha archiviato il caso nel 2005.

Era la mia parola contro la sua, non avevo alcuna possibilità

Mélanie Bonnard, Vittima che ha avuto la forza di denunciare

Una giustizia “discreta”

Il rapporto della polizia sul caso della giovane rivela che l’indagine è stata sommaria e che il giudice istruttore dell’epoca ha ordinato alla polizia di limitare le ricerche, forse impedendo di trovare altri indizi o altre vittime.

In molti altri casi a Saint-Maurice i tribunali si sono rivelati molto discreti. Nel 1994, un sacerdote era stato arrestato dalla polizia vallesana dopo aver ordinato dei video pedopornografici. Se l’è cavata con un semplice ammonimento da parte del giudice istruttore e gli è stato permesso di continuare a insegnare al collegio. Un’occasione mancata, perché nel 1997 fu arrestato per un nuovo caso.: aveva abusato sessualmente di due bambini di 11 e 12 anni all’estero. Questa volta lo scandalo scoppiò e finì sulle prime pagine dei giornali regionali. Durante il processo, il canonico confessò di aver avuto rapporti intimi con numerosi bambini per un periodo di anni. Alla fine, al sacerdote è stata inflitta una pena detentiva di 15 mesi con sospensione della pena ed è tornato allo stato laicale.

Qualche anno dopo, un’altra occasione mancata per i tribunali e per St-Maurice. Un altro canonico fu arrestato due volte, prima nel 1999 e poi nel 2004. L’Abbazia reagì solo quando scoppiò il secondo caso di pedocriminalità. Il canonico dovette lasciare la sua parrocchia e interrompere ogni attività con i giovani fedeli.

L’Abbazia non commenta

A St-Maurice, l’Abbazia è stata informata dei risultati dell’indagine di Mise au Point. Tuttavia, non ha voluto concedere un’intervista e si è limitata a esprimersi in una lettera: “Tutti i casi portati alla nostra attenzione sono stati trattati secondo le regole. C’è solo un caso in corso presso di noi, quello di monsignor Jean Scarcella, che è attualmente oggetto di un’indagine preliminare che non possiamo commentare”.

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Marie-Jo Abey, Vicepresidente SAPEC

Le associazioni delle vittime stanno invece reagendo con forza. Marie-Jo Abey, vicepresidente del gruppo di sostegno alle vittime SAPEC, ha condannato la situazione: “Per sostituire l’abate Scarcella, accusato di abusi sessuali, si è scelta una persona anch’essa accusata di abusi. Questo è impensabile. Non posso crederci”.

Il Cantone reagisce

“Prendiamo sul serio queste rivelazioni e proviamo empatia per le vittime”, ha dichiarato stamattina a Keystone-ATS Jean-Philippe Lonfat, capo del servizio dell’insegnamento vallesano. La scuola di Saint-Maurice è in mano pubblica dalla firma di un accordo tra lo Stato e l’abbazia nel settembre 2021 e se un tempo quasi tutto il personale docente era composto da ecclesiastici, oggi sono solo tre su un centinaio di insegnanti. “Il capo del Dipartimento dell’economia e della formazione e il capo del servizio dell’insegnamento hanno incontrato le autorità dell’abbazia e del collegio e hanno chiesto che il canonico non insegni più fino all’accertamento dei fatti”, ha spiegato Lonfat.

L’abate ad interim - che secondo RTS avrebbe abusato di un novizio, ma non nel collegio - non insegnerà quindi più per il momento latino e greco, e come lui ogni persona coinvolta nell’inchiesta di Mise au Point. La decisione è stata comunicata questa mattina all’intero corpo studentesco e docente.

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