Svizzera

Affitti, sale ancora il tasso di riferimento

Dall’1,5 all’1,75%, è il secondo aumento dell’anno. È una brutta notizia per gli inquilini: una parte delle pigioni potrebbe aumentare

  • 1 December 2023, 07:30
  • 1 December 2023, 15:47
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Affitti, aumenta il tasso di riferimento

Telegiornale 12:30 di venerdì 01.12.2023

Di:pon

Il tasso di riferimento che contribuisce a determinare gli affitti in Svizzera sale all’1,75% a partire da domani, sabato. Ne ha dato notizia l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Quello annunciato oggi è il secondo aumento dell’anno. In giugno il tasso era già stato ritoccato di un quarto di punto, dall’1,25 all’1,5%, la prima correzione al rialzo dall’introduzione di questo strumento nel 2008. In settembre, invece, il valore era rimasto invariato.

Il tasso è calcolato sulla base del livello delle ipoteche rilevato a ritmo trimestrale, arrotondato al quarto di punto più vicino. L’1,5% fin qui in vigore era applicabile con un valore reale compreso fra 1,38 e 1,62, ma oggi si è arrivati a 1,69 e questo genera il nuovo incremento. Il direttore dell’UFAB, Martin Tschirren, aveva già preannunciato sei mesi fa che si andava verso una nuova correzione entro la fine del 2023. Eventuali altre modifiche potranno avvenire quando il tasso reale scenderà sotto 1,63 o supererà 1,87.

La decisione potrebbe ripercuotersi sulle pigioni. Sono autorizzati aumenti fino al 3% per quelle che si basano su un tasso dell’1,5%, anche superiori per quelle calcolate su un tasso ancora inferiore. Chi ha sottoscritto il proprio contratto con un tasso dell’1,75% non dovrebbe avere nulla da temere, mentre chi paga un affitto basato su un tasso superiore potrebbe ancora chiedere una riduzione. Gli inquilini, però, devono attivarsi in fretta per contestare eventuali aumenti di affitto che ritengono ingiustificati: hanno 30 giorni per farlo, in caso contrario non solo l’aumento entra in vigore ma la nuova pigione servirà da base di calcolo per eventuali altri ritocchi in seguito.

RG 12.30 del 01.12.2023 Il servizio di Laura Dick

  • 01.12.2023
  • 13:22

La reazione dell’ASI

È quanto sottolinea anche l’Associazione svizzera degli inquilini in un comunicato. “Alcuni locatori non esiteranno ad aumentare una seconda volta la pigione, benché la procedura di contestazione (per l’aumento precedente, ndr) non sia ancora terminata. Anche in questo caso l’aumento deve essere esaminato e contestato”, si legge nella nota. L’ASI invita chi ne avesse bisogno a contattare la sezione (qui quella ticinese) e a usufruire del calcolatore messo a disposizione per le verifiche.

Più in generale, l’ASI denuncia il fallimento del sistema attuale. “Le soluzioni annunciate dal Consiglio federale la scorsa settimana arrivano troppo tardi e non avranno alcun impatto sugli aumenti di pigione che saranno notificati” ora, scrive il presidente nazionale Carlo Sommaruga.

Cosa influenza gli affitti

Oltre alla variazione del tasso d'interesse di riferimento, possono avere un ruolo nel calcolo dell'affitto altri fattori di costo, come la variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (rincaro). È lecito aumentare l'affitto in misura del 40% del rincaro. Inoltre, una variazione dei costi di manutenzione e di esercizio può comportare un adeguamento del canone di locazione. Questa variazione può essere presa in considerazione nel calcolo.

RG 09.00 del 01.12.2023 Tasso di riferimento

  • 01.12.2023
  • 08:00

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