Da settimane il pronto soccorso dell'ospedale pediatrico di Basilea è sovraccarico di lavoro, ma il personale è limitato. In sala d'attesa è quindi richiesta pazienza. Non mancano però genitori spaventati per la salute dei loro bambini che si innvervosiscono. E la paura si trasforma in aggressività nei confronti del personale sanitario.
"Si va da semplici lamentele a persone che alzano la voce, a vere minacce di violenza fisica e, in casi rari, anche di morte" spiega al TG Martin Bruni, portovoce dell'ospedale. Una situazione che ha richiesto l'adozione di provvedimenti: ora, alla sera, nel pronto soccorso sono presenti agenti di sicurezza.
E agenti di sicurezza sono già attivi da tempo anche nel pronto soccorso pediatrico di Berna o al Kinderspital di Zurigo. Personale formato che aiuta a gestire le situazioni di aggressività, puntando sulla de-escalation, per cercare di calmare i genitori. "Abbiamo fatto buone esperienze, finora. Il personale sanitario si sente più sicuro e può concentrarsi così sul suo lavoro, sui bambini" afferma Kristina Keitel, primaria del pronto soccorso pediatrico all'Inselspital di Berna. Le aggressioni non sono però in calo. "La maggioranza dei genitori, va detto, è comunque molto cooperativa".
In Ticino sensibilizzazione e sicurezza
Anche l'Istituto pediatrico della Svizzera italiana (IPSI) nota fenomeni di aggressività in crescita nei suoi servizi di pronto soccorso. Si sottolinea comunque anche qui come la maggioranza delle famiglie si comporti bene. Lo dice Giacomo Simonetti, direttore medico e scientifico dell'IPSI: "Abbiamo osservato anche noi, diciamo dalla pandemia, negli ultimi mesi, un incremento di queste aggressioni soprattutto in forma verbale, che intimoriscono molto il personale sia infermieristico che medico. Sono incrementati molto, anche se va pur detto che rimangono dei casi sporadici, in confronto a tutte le visite che abbiamo al pronto soccorso".
E anche l'IPSI ha già adottato alcuni provvedimenti. Si tratta - come spiega ancora Simonetti - di sensibilitzzazione del personale come pure degli utenti dell'ospedale e del pronto soccorso. Ma anche di intensificazione delle ronde del personale per la sicurezza.
"Una maggiore inquietudine a livello sociale"

Il punto di vista dello psichiatra Michele Mattia
Telegiornale 11.01.2023, 21:00
"L'impressione è che il fenomeno non sia legato unicamente all'ospedale" afferma lo psichiatra Michele Mattia, interpellato dalla RSI. "C'è una maggiore inquietudine a livello sociale, che si evidenzia poi in alcune situazioni particolari". L'esperto ricorda da una parte che in questo periodo i reparti di pediatria sono sotto pressione, in tutta la Svizzera. Dall'altra c'è un aumento della sofferenza psicologica di bambini e adolescenti. "Questi elementi fanno probabilmente scattare un calo della tolleranza in una piccola parte della popolazione di genitori".
Come si può arginare il fenomeno? Mattia parla dunque di "sensibilizzazione". "Facendo capire che il sistema ospedaliero è un sistema di supporto e sostegno. E che in questo periodo le persone che vi lavorano sono sovraccaricate e cercano di fare il massimo per poter aiutare i piccoli pazienti e gli adolescenti". Va inoltre specificata "l'importanza della collaborazione e la coperazione fra personale curante e la famiglia: diventa fondamentale per il benessere del bambino".







