Yves Rossier, segretario di Stato per la politica estera della Confederazione, denuncia "la retorica bellicosa" che emerge nei discorsi dei politici e negli articoli dei giornali elvetici concernenti l'Unione Europea.
Intervistato dalla Neue Zürcher Zeitung, l'alto funzionario sostiene che, a volte, s'induce a pensare che la Svizzera sia circondata da nemici il cui unico scopo è distruggerla, dimenticando che le nazioni confinanti sono i nostri partner più importanti. Sul piano della politica sociale e dei valori abbiamo molto più in comune con loro che con chiunque altro, afferma.
"I nostri vicini oggi non sono più quattro su sei o su 12 paesi comunitari, ma su 28 e per far sì che nuovi negoziati sulla libera circolazione possano avere luogo, tutti questi 28 devono approvarli", spiega il giurassiano.
ATS/dg






