Per ora niente cambia, tutto resta come prima, è il messaggio portato da Yves Rossier a Bruxelles, dove ha incontrato oggi (giovedì) il suo omologo europeo David O’Sullivan. Scopo dell'incontro era di valutare come procedere dopo il voto del 9 febbraio, la decisione di Berna di non firmare l'accordo per estendere la libera circolazione alla Croazia e la conseguente reazione dell'UE.
Il segretario di Stato agli esteri ha lasciato già capire che la missione è complessa: "A priori l'iniziativa mi sembra di difficile compatibilità con la libera circolazione delle persone", ha detto, anche se si è lasciato scappare di avere “una piccola idea”. Ma “una soluzione magica oggi non la possiamo presentare”, ha ammesso dal canto suo il diplomatico irlandese.
Ci sono tre anni di tempo, nel frattempo ci deve essere un dialogo sulle misure da adottare e Rossier, in modo elegante, ha fatto passare il suo messaggio: basta ritorsioni.
Intransigenza
Bruxelles vuole continuare a mantenere aperti alcuni cantieri, come quello per un accordo istituzionale e il numero due del servizio diplomatico spera che entro pochi giorni gli Stati membri approvino il mandato per negoziare. C’è però il problema della Croazia. Nonostante la telefonata della consigliera federale Simonetta Sommaruga alla ministra degli esteri di Zagabria Vesna Pusic, la questione è aperta e i Ventotto rimangono intransigenti: la libera circolazione non ammette eccezioni e discriminazion, l'UE "rispetta i principi elvetici ma si aspetta che vengano rispettati anche i suoi". O’Sullivan e Rossier si rivedranno tra poche settimane, prima di Pasqua.
pon
Gallery video - Primi passi di Rossier a Bruxelles
Gallery audio - Primi passi di Rossier a Bruxelles
Contenuto audio
RG 18.30 - La corrispondenza di Tomas Miglierina
RSI Info 20.02.2014, 18:39






