Uno svizzero figura tra i cinque operatori di Medici senza frontiere (gli altri sono di nazionalità belga, danese, svedese e, forse, peruviana) sequestrati giovedì nel nord della Siria.
L'organizzazione umanitaria è attiva in sei ospedali e in quattro strutture mediche nella parte settentrionale del paese, controllata da fazioni ribelli in lotta tra loro.
Considerata la pericolosità della situazione e il ripetersi sempre più frequente dei rapimenti, il personale straniero attivo in zona viene man mano ritirato e il lavoro è affidato, nel limite del possibile, a gente del posto.
ATS/AlesS/dg
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RG 18.30 - Il servizio di Gianluca Olgiati
RSI Info 04.01.2014, 19:25





