Le legislative del 22 settembre in Germania hanno un chiaro favorito, la cancelliera uscente Angela Merkel lanciata verso un terzo mandato. L’unica incognita è costituita dalla tenuta degli alleati liberali, in caduta libera e dati attorno al 5% delle intenzioni di voto, vicinissimi alla soglia di sbarramento che garantisce l’accesso in Parlamento.
Oggi le due componenti della coalizione al potere, CDU/CSU e FDP, conquisterebbero insieme il 44-45% dei suffragi, esattamente come l’intera sinistra. L’apparente testa a testa, però, rischia di trarre in inganno: l’SPD di Steinbrück (25-26%) sarebbe disposta infatti a governare con i Verdi (9-10%, il dato più basso dal 2009) ma non con Die Linke (pure fra il 9 e il 10%, ma in crescita), con cui è ai ferri corti.
Con l'FDP o con l'SPD?
Sono così tre i possibili scenari che si delineano: il primo è quello di una riconferma della coalizione dell’ultima legislatura. Il secondo, con l’esclusione dei liberali, costringerebbe probabilmente la Merkel a riproporre la “Grosse Koalition” con l’SPD esistita fino al 2009. Il terzo è che, nel timore di una FDP al di sotto del 5%, molti elettori democristiani riversino su di essa i loro voti, indebolendo di riflesso la CDU. Steinbrück sotto sotto forse ci spera, perché un fenomeno analogo in gennaio aveva determinato la sconfitta di misura del cristiano-democratico David McAllister in Bassa Sassonia. Leader liberali hanno già lanciato un appello al voto disgiunto (vedi box sotto) per garantirsi la sopravvivenza politica e la CDU ha risposto seccata: “Ognuno fa per sé”.
Il ruolo tedesco in Europa
Una delle poste in gioco del rinnovo della Camera bassa, il Bundestag, è la posizione della Germania in Europa. In tempi di crisi, Angela Merkel è stata la paladina di una politica di rigore che le è valsa in Grecia il paragone con Adolf Hitler. Rispondendo al pubblico durante la trasmissione Wahlarena di ARD, mercoledì scorso Steinbrück l’ha criticata: “Risparmiare, risparmiare, risparmiare è sbagliato, un circolo vizioso, servono impulsi alla crescita”, ha affermato, ricordando come anche la Germania abbia ricevuto aiuti in passato, “il piano Marshall dopo la guerra” e in occasione dell’unificazione. D'altra parte, Berlino si è comunque molto esposta da quando la BCE compra titoli di Stato dei paesi in crisi: per oltre un quarto, è lei che garantisce.
"L'Alternativa per la Germania"
Che l’Europa sia al centro del dibattito lo dimostra anche l’emergere dell’AfD, il partito Alternativa per la Germania, euroscettico e favorevole a un freno all’immigrazione, anche se rifiuta l’etichetta “di destra”. I sondaggi gli attribuiscono il 3% delle preferenze, come ai Pirati, ma i politologi ritengono che non pochi intervistati non osino dire che voteranno AfD. La formazione potrebbe quindi riuscire ad accedere al Parlamento.
Stefano Pongan
Due sono i voti
Sono due i voti che gli aventi diritto sono chiamati a esprimere per il rinnovo del Bundestag (i membri del Bundesrat, l’altra Camera, vengono designati dai Land). Tramite la Erststimme ogni elettore dà la sua preferenza a un candidato della sua circoscrizione. I 299 vincitori accedono al Parlamento. La Zweitstimme va invece a un partito: in base al sistema proporzionale, si determina quale dovrà essere la forza di ogni formazione nell’emiciclo (598 membri di base, diventati 620 nell'ultima legislatura per effetto della ripartizione dei seggi uninominali). È su questa separazione che fa leva l’FDP: “Se volete confermare la coalizione uscente, date al candidato della CDU il primo voto e al nostro partito il secondo”, è il messaggio trasmesso. Per non restare esclusi, serve il 5% o la vittoria in almeno tre circoscrizioni. I partiti in lizza sono 34.
Angela Merkel
Angela Merkel, 59 anni, è in carica dal 2005. La donna più potente del mondo secondo Forbes, stando ai sondaggi verrebbe scelta dal 52% dei tedeschi se il cancelliere fosse eletto direttamente dal popolo. La sua marcia verso il terzo mandato è stata segnata dal trionfo domenica in Baviera e da solide prove in tv, dove ha commesso un solo passo falso: la risposta farfugliata a una domanda sulle adozioni per le coppie omosessuali. "Con me al Governo una legge così non ci sarà", ha concluso, attirandosi le ire anche degli alleati.
Lo sfidante 66enne
Il 66enne sfidante fu ministro delle finanze nel primo Governo Merkel. Svolse il suo compito durante la crisi in modo rigoroso e apprezzato. Nemico dei paradisi fiscali, fu sua la metafora degli indiani di fronte alla cavalleria, con riferimento alla Svizzera. Se vincesse domenica da Berna pretenderebbe le stesse condizioni concesse agli Stati Uniti. Steinbrück è però anche uomo dalle dichiarazioni sopra le righe: dopo le elezioni italiane, definì “clown” Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Venerdì scorso ha fatto discutere la sua foto sulla copertina della Süddeutsche Zeitung, in cui esibiva il dito medio. Il 62% dei tedeschi ha disapprovato.
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La puntata di Modem del 17 settembre
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Il reportage di Silvia Piazza con il co-direttore della Beko Technologies, una delle piccole e medie aziende di eccellenza che fanno la fortuna dell'economia tedesca
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Il reportage di Silvia Piazza sulla figura di Angela Merkel
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Carlo Masala, tedesco di Colonia, professore di politiche internazionali
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Franco Garippo, operaio nel consiglio di fabbrica della Volkswagen a Wolfsburg
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Otto Kallscheuer, filisofo e politologo, ha studiato il rapporto fra politica e religione
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Ekkehart Krippendorff, politologo e uno dei principali esponenti delle scienze della pace
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Sabine Kinlechner, filosofa, saggista, vive a Berlino
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