Svizzera

Armi, porte chiuse ai controllori svizzeri in Giordania

Non è andata in porto nel 2025 la verifica di fucili e pistole vendute ad Amman - Sull’export bellico si andrà al voto

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Si tratta di fucili, pistole e silenziatori

Si tratta di fucili, pistole e silenziatori

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Di: ATS/pon 

La Giordania nel febbraio 2025 ha parzialmente negato a una delegazione elvetica il controllo delle armi esportate dalla Svizzera. Si tratta nello specifico di fucili, pistole e silenziatori. Lo rivela un rapporto della Segreteria di Stato dell’economia, di cui SRF ha riferito martedì dopo averne ricevuto una copia in base al principio di trasparenza.

I Paesi che importano armi svizzere non possono cederle a terzi di propria iniziativa. Per verificare che questo non accada, la Confederazione può svolgere le cosiddette Post-Shipment Verifications. Ce ne sono state una settantina in 42 Paesi nell’ultimo decennio.

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Esportazioni di armi per quasi un miliardo

Telegiornale 10.03.2026, 20:00

In Giordania, però, per alcune armi non è stato possibile effettuare alcun controllo. Di altre “non c’era traccia”, come emerge dal documento della SECO. Solo un terzo del materiale è stato ispezionato correttamente.

Le conseguenze: il risultato verrà preso in considerazione in caso di nuove domande di acquisto da Amman (non ce ne sono in sospeso).

Il caso - non il primo, problemi ci sono già stati anche con altri Paesi come Ghana, Libano, India e Slovacchia - alimenta i timori dei sostenitori del referendum contro un allentamento delle norme sulle esportazioni di armi, che diminuirebbe anche i controlli. La raccolta di firme è riuscita, si andrà al voto.

HeuteMorgen 6.00, 19.05.2026

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