Svizzera

Permesso B agli ucraini, Cantoni preoccupati

Dopo cinque anni di statuto S, concessa la dimora: nel 2027 sarà il caso per decine di migliaia di persone, con conseguenze pesanti sui costi dell’assistenza sociale

  • Oggi, 07:18
  • 2 ore fa
Il consigliere federale Beat Jans chiamato a rispondere alle preoccupazione cantonali
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RG 07.00 del 19.05.2026 Il servizio di Johnny Canonica

RSI Info 19.05.2026, 07:18

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Di: Radiogiornale - Johnny Canonica / pon 

I direttori cantonali delle opere sociali della Svizzera centrale (ZSODK) mettono le mani avanti sulla trasformazione dello statuto di protezione S per i profughi dall’Ucraina in permesso B: le conseguenze finanziarie rischiano di essere importanti per le finanze cantonali e comunali, affermano.

La legge sull’asilo prevede che se dopo 5 anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato lo statuto di protezione provvisoria S per i profughi ucraini, il Cantone di residenza deve rilasciare un permesso di dimora B valido fino alla revoca ufficiale. Il cambiamento non rappresenta unicamente una lettera diversa sul documento emesso dalle autorità svizzere, ma anche una nuova fonte di finanziamento per quelle persone che beneficiano dell’aiuto sociale, visto che nel caso di un permesso di dimora l’aiuto verrebbe erogato dai Cantoni e dai Comuni, senza la partecipazione della Confederazione come avviene per lo statuto S. Senza contare che con la fine di questo statuto, l’importo versato sarebbe più elevato.

I direttori della socialità di Lucerna, Uri, Svitto, Nidvaldo, Obvaldo e Zugo chiedono quindi che non sia la Confederazione a determinare l’ammontare da versare, ma che tocchi ai singoli cantoni. “Chi non contribuisce al finanziamento non può nemmeno imporre ai Cantoni l’ammontare dell’assistenza sociale”, afferma nel comunicato il presidente della ZSODK e direttore della sanità di Nidvaldo Peter Truttmann (PVL).

Saranno cinque anni nel 2027

La questione sta diventando di attualità perché le prime trasformazioni di statuti S in permessi B sono previste il prossimo anno: i primi profughi arrivarono all’inizio del conflitto alla fine di febbraio. Secondo una stima della Confederazione, di cui è venuto a conoscenza il Blick che per primo ha sollevato il caso lunedì, il passaggio da uno statuto all’altro potrebbe riguardare nel corso del 2027 fino a 47’000 persone. Markus Kaufmann, direttore della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’aiuto sociale, interpellato dal quotidiano calcola che i beneficiari di prestazioni a carico di Cantoni e Comuni aumenteranno di 27’500 unità, per una spesa stimata in 300 milioni di franchi. Sempre al giornale svizzerotedesco, la Segreteria di Stato della migrazione ha confermato che la Confederazione sta studiando un adeguamento di ordinanza. Un progetto dovrebbe essere presentato entro l’autunno.

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