Berna prende atto, le Chiese evangeliche sono soddisfatte, mentre l'UDC pensa alla reintroduzione dei controlli alle frontiere con l'Italia.
Sono queste, in estrema sintesi, le reazioni alla sentenza odierna della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU), che ha negato alla Svizzera la possibilità di rinviare in Italia una famiglia afghana, a meno che Roma non fornisca garanzie riguardanti l'assistenza dei rifugiati.
L'Ufficio federale di giustizia (UFG), che ha rappresentato la Confederazione a Strasburgo, "ha preso atto con interesse" della decisione dei giudici europei.
Soddisfazione, come detto, è stata espressa dall'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES). Di tenore opposto è la reazione dell'Unione democratica di centro (UDC). "L'accordo di Dublino è diventato definitamente cartastraccia", si legge in una nota. A decidere della politica svizzera d'asilo e degli stranieri - lamenta il partito di Toni Brunner - sono sempre più spesso "giudici stranieri che vivono fuori dal mondo".
ats/joe.p.
RG 18.30 del 04.11.14 - La corrispondenza di Tomas Miglierina






