Saranno 40 e non più 42 in Svizzera le aree di atterraggio disponibili in montagna utilizzate soprattutto da chi pratica l’eliski. La decisione è stata presa mercoledì dal Consiglio federale durante la sua consueta seduta. Per ora non sono ancora stati scelti i siti che verranno abbandonati.
A causa di “divergenze insormontabili” tra gli ambienti interessati, il Governo ha interrotto l'esame, in corso da quasi quattordici anni, dell'intera rete di queste aree. Da un lato le società di trasporto aereo e gli ambienti turistici erano favorevoli al mantenimento della rete attuale e disposti a miglioramenti puntuali. Dall'altro le associazioni ambientaliste chiedevano una radicale riduzione dell'offerta, spiega il Dipartimento federale dell'ambiente e dei trasporti (DATEC) in un comunicato.
Malgrado la mole di lavoro fornita, il divario tra le parti è rimasto incolmabile. Il governo ha dunque deciso di mettere fine al processo. Stando al Consiglio federale, il riesame della rete avrebbe comunque avuto uno “scarso vantaggio” per l'ambiente, pari a “meno del 10%” di tutti gli atterraggi in altitudine.
RedMM/ATS




