Le due maggiori banche, UBS e Credit Suisse, dovranno aumentare entro il 2020 i loro capitali propri. Lo chiede la Banca Nazionale Svizzera nel suo rapporto di stabilità pubblicato giovedì scorso. I fondi necessari ammonteranno allora a 20-25 miliardi di franchi. Oggi questi futuri requisiti non sono rispettati in quanto il capitale proprio è di circa la metà.
Le autorità finanziarie internazionali vogliono che gli istituti siano in grado di affrontare i grandi rischi. Non vogliono che ci siano aiuti statali, come quelli ad esempio accordati nel 2008 dalla Confederazione per salvare UBS.
Delle due banche è Credit Suisse in questi tempi in maggiore difficoltà: nel primo trimestre 2016 ha registrato una perdita di 300 milioni. Ma i dirigenti sono ottimisti e affermano che le misure decise permetteranno di risalire la china. Ritengono inoltre che le richieste della BNS sono esagerate.
RG/M.A.




