L'amore sempre più grande degli svizzeri per le auto potenti e inquinanti costa. Costa a chi decide di acquistarle, ma anche agli importatori, che, in virtù della riveduta legge sul CO2, nel 2013 hanno sborsato 5 milioni di franchi, andati nelle casse della Confederazione. La cifra è destinata ad aumentare e si ripercuoterà sul prezzo dei veicoli.
Le prospettive non sono migliori: "L'Unione Europea prevede di abbassare ulteriormente il limite a 95 grammi per chilometro entro il 2020, una soglia alla quale la Svizzera non riuscirà a conformarsi", ha spiegato al Radiogiornale François Launaz, presidente di AutoSuisse (Associazione degli importatori svizzeri di automobili).
Il tetto massimo di CO2 fissato dalla Confederazione per il 2015 è di 130 grammi per chilometro. "Se non raggiunto", evidenzia ancora Launaz, "l'obiettivo si traduce in multa: più supera la soglia stabilita, maggiore sarà la sanzione per l'importatore, che, calcolando il prezzo di vendita, stabilirà se rifarsi solo in parte o totalmente sul cliente".
Red. MM/Radiogiornale



