Il Tribunale costituzionale di Basilea Città ha respinto un ricorso contro la decisione del Gran Consiglio, che nel maggio dello 2013 dichiarò giuridicamente inammissibile l’iniziativa dei giovani dell’UDC per proibire – analogamente alla legge antiburqa ticinese - la dissimulazione del volto nei luoghi pubblici.
La Corte ha ritenuto il testo incostituzionale, in quanto sproporzionato in rapporto ad un interesse pubblico tutto da dimostrare. I giudici si sono quindi allineati alla posizione del Parlamento e del Governo cantonale, ritenendo che il divieto potrebbe risultare controproducente per le donne musulmane, che rischierebbero di rimanere segregate in casa. Per garantire la pace sociale e religiosa la proibizione non è né adatta né necessaria; a Basilea, inoltre, sono poche le donne “velate”.
Il Tribunale ha pure esaminato le leggi in vigore all’estero e in Svizzera, rimarcando come sia il Consiglio federale che il parlamento a Berna si siano espressi contro il divieto e che non è stata ancora concessa la garanzia federale alla modifica costituzionale approvata in Ticino.
L’iniziativa era stata depositata a fine 2012, corredata da 3'788 firme valide. Il Gran Consiglio, seguendo le indicazioni del Consiglio di Stato, l’aveva però giudicata irricevibile, in quanto in contrasto con la Costituzione.
ATS/Red.MM






