Svizzera

Basilea, legge antiburqa inammissibile

Lo ha stabilito il Tribunale costituzionale

  • 10.02.2014, 19:05
  • 4 maggio, 12:58
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  • KEYSTONE

Il Tribunale costituzionale di Basilea Città ha respinto un ricorso contro la decisione del Gran Consiglio, che nel maggio dello 2013 dichiarò giuridicamente inammissibile l’iniziativa dei giovani dell’UDC per proibire – analogamente alla legge antiburqa ticinese - la dissimulazione del volto nei luoghi pubblici.

La Corte ha ritenuto il testo incostituzionale, in quanto sproporzionato in rapporto ad un interesse pubblico tutto da dimostrare. I giudici si sono quindi allineati alla posizione del Parlamento e del Governo cantonale, ritenendo che il divieto potrebbe risultare controproducente per le donne musulmane, che rischierebbero di rimanere segregate in casa. Per garantire la pace sociale e religiosa la proibizione non è né adatta né necessaria; a Basilea, inoltre, sono poche le donne “velate”.

Il Tribunale ha pure esaminato le leggi in vigore all’estero e in Svizzera, rimarcando come sia il Consiglio federale che il parlamento a Berna si siano espressi contro il divieto e che non è stata ancora concessa la garanzia federale alla modifica costituzionale approvata in Ticino.

L’iniziativa era stata depositata a fine 2012, corredata da 3'788 firme valide. Il Gran Consiglio, seguendo le indicazioni del Consiglio di Stato, l’aveva però giudicata irricevibile, in quanto in contrasto con la Costituzione.

ATS/Red.MM

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